Cultura

Giornata della Memoria e del Sacrificio Alpino con il Polo Romani

Nella foto gli studenti del Romani ascoltano l'Inno d'Italia (foto e video Alessandro Osti)
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Il Polo Romani e l’Associazione Alpini di Casalmaggiore insieme per un momento di profonda importanza: la commemorazione della battaglia di Nikolaevka. L’iniziativa si è svolta nel corso di una mattinata inserita nella Giornata della memoria e del sacrificio alpino, un appuntamento che si rinnova da diversi anni.

Erano presenti alla Casa del Mutilato di via Bixio a Casalmaggiore Fausto Cirelli, Giovanni Diciero, Devis Guerini, Ernestino Aroldi e la classe Quinta B del Professionale Socio-Sanitario del Polo Romani. “L’incontro – spiega Giancarlo Roseghini, docente del Polo Romani e presidente ANPI Cremona – rientra nel progetto Con l’anima in spalla, che il Polo Romani porta avanti da tempo e che è dedicato alla conoscenza della storia del Novecento, con particolare attenzione alla Seconda guerra mondiale e ai movimenti resistenziali. In questa occasione, la scuola è stata ospite dell’Associazione Alpini di Casalmaggiore per commemorare la battaglia di Nikolaevka, un evento fondamentale non solo per la storia della Seconda guerra mondiale, ma anche per la storia nazionale”.

“Gli studenti arrivano preparati a questo appuntamento attraverso la lettura di testimonianze dirette. In particolare, hanno approfondito Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern e Mai tardi di Nuto Revelli. Questi testi permettono di entrare nello spirito del Novecento attraverso due dimensioni fondamentali.

La prima è quella letteraria e memorialistica, centrale nella produzione del secolo scorso: le testimonianze dirette consentono di rivivere dall’interno alcuni dei momenti più drammatici e significativi della nostra storia. La seconda è quella storica. Durante la ritirata di Russia e negli eventi successivi matura infatti una nuova coscienza nazionale.

È all’interno di quella tragedia che si forgia la consapevolezza che porterà alla Resistenza, alla nascita della democrazia e della Costituzione, fino al rifiuto di tutte le guerre, affinché simili tragedie non si ripetano mai più”.

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