Politica

Ponte Po, "rischio scongiurato: solo pochi correttivi"

Il progetto, dunque, non è fermo, ma il suo futuro dipenderà dalla capacità di individuare le risorse necessarie per passare dalla carta ai cantieri

Nella foto il rendering del nuovo ponte di Casalmaggiore-Colorno (video Alessandro Osti)
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Restano i finanziamenti il principale ostacolo alla realizzazione del nuovo ponte sul Po, ma sul piano tecnico il progetto non presenta criticità insormontabili. È quanto emerge dal confronto tra il consigliere di Vivace Sostenibile Annamaria Piccinelli e il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, intervenuti per fare chiarezza sullo stato dell’opera dopo le recenti preoccupazioni esternate da Paolo Antonini, presidente del Comitato Treno Ponte Tangenziale.

Antonini aveva parlato di un progetto “ritornato alla Provincia di Parma” a causa di alcune proposte giudicate non attuabili, alimentando dubbi sul futuro dell’infrastruttura. Una ricostruzione che, secondo quanto riferito dal presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda a Bongiovanni, non troverebbe riscontro nei fatti.

Il sindaco ha infatti spiegato di aver avuto un colloquio diretto con Fadda, il quale ha confermato che il progetto è stato inviato ad Anas il 3 settembre scorso. L’ente nazionale ha successivamente richiesto alcuni chiarimenti, definiti però di carattere marginale e non tali da compromettere l’impianto complessivo dell’opera.

Bongiovanni ha inoltre smentito l’esistenza di problemi strutturali legati alla presenza di una pila di troppo in alveo del fiume Po, ipotesi circolata nei giorni scorsi. A fare da vero spartiacque resta dunque la questione economica. Per la realizzazione del ponte servono circa 300 milioni di euro, risorse che al momento devono ancora essere reperite.

Soddisfazione, almeno sul piano tecnico, è stata espressa da Piccinelli, che ha accolto positivamente la smentita sui problemi legati alla pila in alveo e la conferma che le richieste di Anas riguardano solo aspetti secondari: «Se si tratta di piccoli chiarimenti, è un buon segnale».

Il progetto, dunque, non è fermo, ma il suo futuro dipenderà dalla capacità di individuare le risorse necessarie per passare dalla carta ai cantieri.

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