"Quel prof. amico che sapeva proteggere le nostre libertà"
Era un papà attento e dolce Oscar, un papà che sorrideva dei ménages di noi bambini, sorrideva vedendoci attraversare il ponte che dall'infanzia ci avrebbe condotti all'adolescenza, sorrideva con fare paterno davanti alle nostre piccole grandi glorie
Professore di matematica, preside, sì lo so, ha speso sforzi per trasferire la matematica anche nel mio cervello, invano, tant’è che ricordo la sua mano sulla fronte, in postura di sconfitta, ad ogni mio: “Prof. non ho capito!”. Per me però, oltre che un egregio prof., era il papà di Luca, il mio dolce e speciale amico che del papà Oscar porta la discrezione, l’eleganza, l’empatia, la bontà.
Era un papà attento e dolce Oscar, un papà che sorrideva dei ménages di noi bambini, sorrideva vedendoci attraversare il ponte che dall’infanzia ci avrebbe condotti all’adolescenza, sorrideva con fare paterno davanti alle nostre piccole grandi glorie, davanti a quei primi dolori, assaggio “light” di altri che avremmo incontrato crescendo. Ascoltava e placava i nostri animi pieni di lava pronta ad eruttare, costruendo in maniera discreta, argini che potessero contenere quella lava irruente, affinché non ci facessimo troppo male.
Non era un chiacchierone, non faceva prediche, non impartiva “diktat” gratuiti e sterili, semplicemente era lì, pronto a medicare le nostre ferite, a gioire dei nostri momenti felici, felice di averci attorno. Erano tempi in cui le mamme preparavano la merenda per i figli e gli amici dei figli, per i bimbi del quartiere, per i vicini, per chiunque dopo i compiti, una corsa, un nascondino, “un due tre stella” o un’oretta giocata per strada, avesse voglia di pane e nutella.
Erano tempi in cui si era fratelli e ogni genitore lo era di tutti.
Oscar fu proprio questo, un padre presente, capace di proteggere la nostra fantasia, la nostra libertà, le nostre inclinazioni, il nostro essere amici, capace di amare e di insegnarci a volare. Lo vedo ancora , elegante e cortese, passeggiare a braccetto con la sua adorata Anna Maria mentre, chiacchierando come due giovani fidanzati, donano cordialità alle persone che incontrano. I compagni di liceo di Luca si stringono a lui e alla famiglia con grande affetto.
Giovanna Anversa