Politica

Casalmaggiore, Piano Colore: respinta l’osservazione su Casa Fontana

Il Consiglio ha approvato la proposta di non accogliere l’osservazione della Fondazione Busi, mantenendo il primo livello di tutela per Casa Fontana. In sala consiliare dibattito sul futuro dell'edificio

Il municipio di Casalmaggiore
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Nel corso della seduta consiliare, il Consiglio comunale ha esaminato un’osservazione al Piano Colore presentata dalla Fondazione Conte Carlo Busi Onlus, proprietaria dell’immobile Casa Fontana.

A illustrare la prima controdeduzione è stato il geometra comunale Attilio Biazzi, che ha spiegato come l’osservazione riguardasse la classificazione dell’edificio quale immobile di rilevante interesse architettonico, con attribuzione del primo livello di tutela previsto dal Piano Colore. Tale livello comporterebbe limitazioni particolarmente restrittive sugli interventi consentiti, anche alla luce dello stato di conservazione dell’edificio, con tutte le criticità rilevate dalla Fondazione. Da qui la richiesta di riclassificare l’immobile al terzo livello di tutela (attualmente è edificio di rilevante interesse architettonico), che consente invece interventi più importanti.

La controdeduzione proposta dall’ufficio tecnico è stata però di non accoglibilità dell’osservazione. Come chiarito da Biazzi, l’edificio è inserito in un Nucleo di Antica Formazione (NAF) e, pur non essendo sottoposto a vincolo diretto della Soprintendenza, è oggetto di attenzione da parte della stessa, che ha indicato la necessità di adottare specifiche cautele volte alla conservazione dei caratteri architettonici residuali.

Nel dibattito è intervenuto il consigliere di opposizione Toscani, che ha espresso condivisione rispetto alla proposta di respingere l’osservazione, ribadendo i propri dubbi circa un’eventuale vendita dell’immobile e sollevando alcune perplessità in merito alla richiesta di riduzione delle tutele, anche in relazione a eventuali futuri interventi da parte di privati. Sempre su questo punto, il consigliere d’opposizione ha inoltre chiesto chiarimenti sull’esistenza di progetti di ristrutturazione presentati per l’edificio. Toscani ha espresso perplessità rispetto alla richiesta di riduzione delle tutele ritenendo che tale scelta potrebbe agevolare eventuali futuri acquirenti. Inoltre, l’esponente di minoranza – sempre in riferimento al futuro dell’immobile – ha anticipato la presentazione di una richiesta formale di accesso agli atti per quanto concerne Casa Fontana.

A rispondere è stato il vicesindaco Vanni Leoni, precisando che è stata depositata esclusivamente una richiesta di parere preventivo su un permesso di costruire, presentata dalla Fondazione, esaminata dalle commissioni competenti e non riconducibile ad un progetto esecutivo o a un iter autorizzativo in corso. Il vicesindaco ha aggiunto di non essere a conoscenza di eventuali passaggi privatistici legati alla vendita, dichiarandosi comunque disponibile a rendere consultabile la documentazione delle commissioni.

Dopo che l’esponente di minoranza è stato richiamato dal presidente del Consiglio Comunale Ruberti a restare nel tema della discussione, il dibattito è proseguito. Dopo il confronto, il Consiglio ha posto in votazione la proposta di non accoglimento dell’osservazione, approvandola con 14 voti favorevoli.

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