Cultura

La cucina italiana "inventata" dalla tv? Interessante dibattito a Sabbioneta

Una cucina “ricca”, per come la intendiamo oggi, prima del boom economico semplicemente non esisteva. A questo si è aggiunto il ruolo fondamentale della televisione, che ha costruito intorno al cibo una mitologia

Nella foto un momento del convegno a Palazzo Forti (foto e video Alessandro Osti)
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Una provocazione, certo, ma anche il cuore di uno studio presentato da Alberto Grandi, docente dell’Università di Parma, a Sabbioneta, in occasione dell’incontro “Prima di MasterChef, oltre MasterChef”, organizzato dall’Associazione Sapori, Arte e Cultura del Cavalier Roberto Marchini. Al dibattito hanno partecipato anche Fausto Arrighi, già direttore della Guida Michelin, e il cuoco Omar Torresani, docente allo IAL.

Secondo Grandi, grazie all’aumento del benessere degli italiani dopo il boom economico, le famiglie hanno iniziato ad avere a disposizione più ingredienti e maggiori possibilità di scelta: una cucina “ricca”, per come la intendiamo oggi, prima del boom economico semplicemente non esisteva. A questo si è aggiunto il ruolo fondamentale della televisione, che ha costruito intorno al cibo una mitologia e una narrazione diventate parte integrante della nostra identità gastronomica. Oggi, in qualche modo, anche il racconto mediatico è uno degli “ingredienti” principali della cucina italiana.

“Ci piace raccontarci di essere da sempre un popolo di grandi cuochi, ma la realtà è più complessa – ha spiegato Grandi -. Fino a circa sessant’anni fa, molti italiani mangiavano poco e male, spesso sempre le stesse cose. È cambiata anche la figura del cuoco: storicamente in Italia di cucina hanno parlato tutti tranne i cuochi. Solo a partire dagli anni Settanta, con figure come Luigi Veronelli, i cuochi iniziano ad apparire in televisione e finalmente a raccontare in prima persona il loro lavoro. Fino ad allora il cuoco era una figura in parte nascosta, quasi ambigua. Oggi, invece, le cucine sono spesso a vista e gli chef sono diventati vere e proprie star. Anche questo è un cambiamento relativamente recente”.

“La comunicazione legata alla cucina, veicolata soprattutto dalla televisione, ha contribuito – ha aggiunto Arrighi – a creare l’immagine attuale degli chef come personaggi pubblici, capaci di raccontare molto di sé e del proprio lavoro. Talvolta, viene da chiedersi, sembrano essere più presenti in TV che nei loro ristoranti: una riflessione su questo rapporto tra cucina e spettacolo forse andrebbe fatta”.

 

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