Cultura

"Il diario di Anna Frank" a Teatro: e stavolta non solo per le scuole

Lo spettacolo era già stato a teatro lo scorso anno, sempre a Rivarolo ma in quel caso si trattava di un evento pensato in maniera specifica per le scuole. “Ringraziamo il sindaco Luca Zanichelli, che ci ha dato questa possibilità – spiegano i CasalmAttori -. Ricordiamo che l’ingresso è a offerta libera”

Nella foto Arianna Novelli in una scena dello spettacolo

Il Diario di Anna Frank dei CasalmAttori fa il suo esordio in un teatro con un pubblico eterogeneo: non più soltanto per le scuole, insomma. Dopo 15 anni dalla prima volta di questo spettacolo, che è senza dubbio il più apprezzato da parte della compagnia di Casalmaggiore, ecco l’approdo a teatro, che avverrà a Rivarolo del Re domenica 8 febbraio dalle ore 17.

Lo spettacolo era già stato a teatro lo scorso anno, sempre a Rivarolo ma in quel caso si trattava di un evento pensato in maniera specifica per le scuole. “Ringraziamo il sindaco Luca Zanichelli, che ci ha dato questa possibilità – spiegano i CasalmAttori -. Ricordiamo che l’ingresso è a offerta libera”.

Lo spettacolo è stato affinato negli anni grazie alla tenacia di Arianna Novelli e al service audio curato da Luciano Ongari: un mix che ha permesso di perfezionare il livello tecnico dell’opera.

L’azione ha inizio dove il diario finisce: siamo nell’alloggio segreto e la Gestapo ha da poco arrestato i Frank e le altre persone che vi si nascondevano, per colpa di una soffiata. In queste stanze silenti, svuotate della presenza umana dei Frank e dei loro amici, messe a soqquadro dalla perquisizione, tra i pochi mobili, valigie, vestiti sparpagliati, carte e libri alla rinfusa Miep Gies (interpretata da Arianna Novelli), segretaria e amica di Otto Frank (interpretato da Sergio Bini), che assieme al marito li aveva aiutati a nascondersi portando loro viveri, abiti, libri e notizie dall’esterno, entra per recuperare gli effetti personali, tra cui il diario e gli innumerevoli fogli su cui scriveva Anne.

Nella realtà Miep, in ossequio alla riservatezza e per non violare la privacy della giovane scrittrice, mette il diario in un cassetto senza leggerlo, con l’intento di restituirlo alla proprietaria semmai fosse tornata, cosa che purtroppo non fu. Lo diede così ad Otto, unico superstite, che provvide a pubblicarlo.

Una finzione scenica quindi, quella che vede Miep leggere il diario ma è grazie a questo espediente che, si realizza una sorta di trasposizione che ci consente di ascoltare la voce e le parole della stessa di Anne, come se a dar vita a quella narrazione retrospettiva fosse la sua voce di fanciulla e non quella più matura della cara amica olandese.

Arianna, nei panni di Miep legge, interpreta e rivive le pagine più significative del diario, quelle che raccontano quando quel quaderno dalla copertina a quadri bianchi e rossi le fu regalato, l’invasione tedesca, le leggi razziali, la necessità di nascondersi, la quotidianità nell’alloggio segreto, i sogni di ragazza, il primo bacio in un crescendo di pathos davvero emozionante.

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