Il distretto biologico Oglio Po sale in cattedra in Senato
Tra i relatori è intervenuta Mimma Vignoli, in rappresentanza del distretto Oglio Po, con un articolato contributo di circa venti minuti, nel quale ha ripercorso la nascita e il percorso del distretto
Anche il distretto biologico Oglio Po è stato protagonista in Senato, nella sala Caduti di Nassiriya, in occasione dell’incontro “Rigenerare il suolo per garantire la sicurezza alimentare”, fortemente voluto dalle senatrici Elena Sironi e Gisella Naturale.
Tra i relatori è intervenuta Mimma Vignoli, in rappresentanza del distretto Oglio Po, con un articolato contributo di circa venti minuti, nel quale ha ripercorso la nascita e il percorso del distretto.
«Ci abbiamo creduto già nel 2011, quando i distretti non erano ancora normati all’interno del Ministero dell’Agricoltura. Lo abbiamo fatto in Lombardia, una regione dove l’agricoltura è spesso industriale e poco contadina. Così è nato il distretto agricolo casalasco-viadanese», ha spiegato Vignoli.
Grazie a un primo finanziamento della Fondazione Cariplo e, oggi, al bando del Ministero per i distretti biologici, il distretto lavora soprattutto sulla formazione degli agricoltori, aperta non solo ai soci ma a tutti gli interessati.
Nel suo intervento, Vignoli ha anche chiesto un cambiamento concreto nelle politiche agricole, a partire dalla PAC:
«Se hai alberi e siepi, sotto quelle superfici non puoi coltivare ma non ricevi i contributi PAC. Eppure sotto gli alberi – che servono per rigenerare il paesaggio – non si produce perché c’è ombra, e in più si viene penalizzati nei finanziamenti. Chi fa “tabula rasa”, elimina alberi e siepi, spesso riceve più contributi, anche dichiarando di fare agricoltura sostenibile o biologica. È una contraddizione evidente».
Infine, la denuncia sulla distribuzione delle risorse: «In Italia il 70% dei fondi comunitari va al 10% delle aziende più ricche, mentre le realtà più piccole raccolgono le briciole. Questo deve cambiare. Noi ci prendiamo cura del paesaggio, dell’acqua pulita, dell’ambiente naturale, della vita del suolo, della biodiversità e della fertilità dei terreni. Tutto questo va riconosciuto e sostenuto».