Palazzina della discordia, Pagliari propone di acquistare 4 appartamenti
Secondo Pagliari, diventare proprietario di una parte dell’edificio consentirebbe al Comune di esercitare un controllo più diretto sulla gestione della struttura e su ciò che avviene al suo interno
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A Piadena Drizzona torna al centro del dibattito politico la palazzina di via Borgo Fornace, già in passato al centro di polemiche per l’ipotesi di ospitare rifugiati. Attualmente, su dodici appartamenti complessivi, sette risultano affittati a una cooperativa, mentre quattro sono gli unici oggi sfitti.
Nel prossimo consiglio comunale di lunedì, il consigliere di minoranza Pagliari presenterà una proposta: valutare l’acquisto da parte del Comune dei quattro appartamenti liberi. L’iniziativa, spiega l’esponente di opposizione, risponde a una duplice esigenza.
Da un lato c’è l’aspetto economico: gli immobili, secondo la minoranza, avrebbero un costo contenuto e al momento non si è ancora arrivati a un ribasso della base d’asta tale da renderli appetibili per un numero maggiore di acquirenti privati. Un eventuale intervento del Comune permetterebbe quindi di cogliere un’opportunità a condizioni favorevoli.
Dall’altro lato c’è il tema sociale. L’acquisizione degli alloggi consentirebbe all’ente di ampliare, seppur in misura limitata, la disponibilità di case popolari sul territorio. A Drizzona, infatti, l’edilizia residenziale pubblica è molto ridotta e, al momento, è presente un solo alloggio comunale. I quattro appartamenti potrebbero diventare uno “sfogo” abitativo per famiglie o persone in difficoltà economica.
La proposta si intreccia anche con il dibattito sull’eventuale arrivo di rifugiati nella palazzina di via Borgo Fornace. Secondo Pagliari, diventare proprietario di una parte dell’edificio consentirebbe al Comune di esercitare un controllo più diretto sulla gestione della struttura e su ciò che avviene al suo interno, nel caso in cui si concretizzasse l’ipotesi di nuovi inserimenti, come già avvenuto anni fa nello stesso stabile.
La discussione approderà ora in consiglio comunale, dove si capirà se la maggioranza sarà disposta a prendere in considerazione l’idea di un investimento immobiliare con finalità sociali e di “presidio” istituzionale su una palazzina che continua a dividere l’opinione pubblica locale.