Mercato del lavoro: occupazione al top, ma resta il nodo del divario di genere
La provincia si conferma un "motore" d'eccellenza. La vera sfida per i prossimi anni è l'abbattimento delle barriere che ancora limitano la piena partecipazione femminile
Il quadro occupazionale della provincia di Cremona nel 2024 delinea un territorio estremamente dinamico, dove quasi tutti gli indicatori sulla partecipazione e la disoccupazione risultano migliori della media italiana. I dati arrivano dal Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) a cura dall’Ufficio Statistica della Provincia di Cremona.
La provincia vanta un tasso di occupazione (20-64 anni) del 75,4%. Questo dato non solo supera di oltre 8 punti la media nazionale (67,1%), ma si posiziona anche al di sopra della media lombarda (74,8%), confermando l’efficienza del sistema produttivo locale. Anche tra i giovani (15-29 anni), l’occupazione è solida: il 42,7% lavora, contro una media italiana ferma al 34,4%.
Uno dei dati più eclatanti riguarda il tasso di disoccupazione (15-74 anni), che a Cremona crolla al 2,0%. Si tratta di un valore nettamente inferiore sia al 3,7% della Lombardia che al 6,5% dell’Italia. Anche la disoccupazione giovanile (15-34 anni) è sotto controllo al 5,7%, meno della metà rispetto al dato nazionale dell’11,8%.
Nonostante l’ottima performance generale, persiste un marcato squilibrio tra uomini e donne: la differenza di genere nel tasso di occupazione è di -18,6 punti percentuali a svantaggio delle donne. Sebbene sia un dato leggermente migliore di quello nazionale (-19,4), è peggiore della media regionale lombarda (-15,2).
Il divario si riflette anche nel tasso di inattività, con una differenza tra maschi e femmine di 16,5 punti. In media, le donne lavoratrici dipendenti ricevono 14,6 giornate retribuite in meno all’anno rispetto ai colleghi uomini.
Il lavoro a Cremona sembra essere anche più “continuativo” rispetto al resto del Paese: il numero medio di giornate retribuite nell’anno per i lavoratori dipendenti è di 260,5 (dato 2023), superiore sia al dato regionale (258,8) che a quello nazionale (246,1). Il tasso di inattività generale (15-74 anni) è contenuto al 38,9%, contro il 42,1% registrato in Italia.