Rive Gauche: "Oglio Po, serve più trasparenza. E sindaco incida di più"
“Il confronto con la dirigenza ASST è utile – sottolinea Barilli – ma non può essere l’unico canale di interlocuzione. Il rischio è quello di avallare acriticamente la linea ufficiale dell’Azienda sanitaria”
La situazione della sanità territoriale e, in particolare, dell’ospedale Oglio Po torna al centro del dibattito politico locale. A intervenire è Gloria Barilli, a nome del Circolo PRC Rive Gauche casalasco-piadenese, che prende spunto dall’ultima intervista rilasciata dal sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, al direttore di CR1 e OglioPoNews Simone Arrighi.
Il primo cittadino ha ribadito la frequenza dei contatti con il direttore generale di ASST Cremona, Ezio Belleri, presentandola come una garanzia per il territorio. Un aspetto che il PRC giudica potenzialmente positivo, ma non sufficiente: “Il confronto con la dirigenza ASST è utile – sottolinea Barilli – ma non può essere l’unico canale di interlocuzione. Il rischio è quello di avallare acriticamente la linea ufficiale dell’Azienda sanitaria”. Da qui la richiesta di chiarire quale sia oggi il ruolo effettivo dell’assemblea dei sindaci del territorio, che, secondo il PRC, appare spesso “impalpabile” nelle decisioni che riguardano l’ospedale Oglio Po.
Nel merito della carenza di infermieri, definita dal sindaco un’emergenza nazionale, il PRC contesta anche l’impostazione culturale espressa da Bongiovanni, che ha parlato del lavoro infermieristico come di una “vocazione”. “Non siamo d’accordo – afferma Barilli – perché così si rischia di sminuire il valore di una professione altamente qualificata. Gli infermieri sono professionisti che studiano e si formano per anni e che meritano un riconoscimento economico adeguato e condizioni di lavoro dignitose”.
Critica anche la linea che indica il ricorso alle cooperative come soluzione obbligata alla carenza di personale. Per il PRC esistono strade alternative, a partire dall’adozione di politiche di welfare aziendale per rendere l’ospedale Oglio Po più attrattivo. Una proposta che, ricordano dal circolo, era già emersa nel luglio 2025 durante un incontro in Regione Lombardia promosso dal consigliere regionale Matteo Piloni, alla presenza del direttore generale Belleri e dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso. In quella sede, l’assessore aveva mostrato un’apertura alla possibilità di introdurre misure di welfare aziendale, senza che però seguissero atti concreti.
Nel dicembre 2025, sempre su iniziativa di Piloni, il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che impegna la Regione a valutare l’adozione del welfare aziendale anche per l’Oglio Po. “A oggi – denunciano dal PRC – di questa soluzione, che riteniamo ottimale e già adottata in altre ASST lombarde, non si vede ancora nulla”.
Da qui le domande rivolte direttamente ad ASST Cremona e al direttore generale Belleri: esiste un progetto di welfare aziendale per l’ospedale Oglio Po? Con quali tempi e modalità? E quale ruolo dovrebbero avere i Comuni e l’assemblea dei sindaci? Interrogativi che vengono posti anche al sindaco Bongiovanni, chiamato a chiarire se nei suoi confronti con la dirigenza ASST sia mai stato discusso un progetto concreto e quali amministrazioni comunali sarebbero disponibili a collaborare.
Il PRC entra poi nel merito delle possibili misure: maggiore flessibilità nella conciliazione tra vita e lavoro, asili nido aziendali o convenzioni con quelli già presenti sul territorio, contributi sulle rette, buoni carburante e buoni spesa, sostegni sugli affitti e altre forme di supporto al reddito, da costruire anche in sinergia con i servizi comunali. “Il welfare aziendale – spiegano – porterebbe benefici fiscali sia per l’azienda, con costi deducibili, sia per i lavoratori, perché i bonus non concorrono alla formazione del reddito imponibile”.
Secondo il circolo PRC, politiche di questo tipo renderebbero l’ospedale Oglio Po più attrattivo e ridurrebbero il ricorso alle cooperative, giudicate una soluzione spesso fallimentare. Viene ricordato, in particolare, il tentativo non riuscito di affidare a una cooperativa l’intero servizio infermieristico del reparto di Medicina: “Un fallimento di cui – denunciano – non sono mai state chiarite le cause”. A questo si aggiunge l’assenza di informazioni sul cosiddetto “piano B” del direttore generale Belleri, nonostante le sollecitazioni del Coordinamento cittadine e cittadini per l’Ospedale Oglio Po e di una parte delle minoranze in consiglio comunale.
La richiesta finale è di maggiore trasparenza e confronto: “Il direttore generale chiarisca quali scelte intende compiere sulla situazione del personale infermieristico di Medicina e degli altri reparti – conclude Barilli – e lo faccia avviando un confronto diretto e costante con chi in ospedale ci lavora ogni giorno”.