Condominio di via Borgo Fornace: la replica del Comitato Piadena Drizzona Si-Cura
Il Comitato Piadena Drizzona Si-cura interviene dopo le dichiarazioni del sindaco e ricostruisce i passaggi degli ultimi mesi, ribadisce le proprie richieste e chiede maggiore chiarezza e dialogo circa il condominio di via Borgo Fornace
Il Comitato Piadena Drizzona Si-cura risponde alle dichiarazioni rilasciate in sede di consiglio comunale dal sindaco Federica Ferrari. Al centro dell’intervento vi è la volontà di replicare a quanto dichiarato dall’esponente dell’amministrazione circa la situazione del condominio di via Borgo Fornace, struttura che – secondo il Comitato – sarebbe in procinto di ospitare alcuni rifugiati o richiedenti asilo.
“Le informazioni reperite dai cittadini e dal Comitato a partire dal mese di ottobre non sono state fornite da tecnici o idraulici, ma bensì da responsabili della Cooperativa Ippogrifo (la stessa che aveva in gestione il CAS 10 anni fa), presenti in loco per l’organizzazione della struttura prima dell’incontro con la Prefettura. Tali informazioni sono state prontamente riferite al Sindaco e alla giunta tramite comunicazioni scritte e incontri. Il Comitato si è costituito il 15 ottobre 2025 e ha incontrato il Sindaco e la giunta due volte nel mese di ottobre (2 ottobre e 13 ottobre) e in due incontri nel mese di gennaio 2026, uno dei quali con il Prefetto (12 e 30 gennaio). Ad oggi gli allacciamenti sono stati terminati e continuano i lavori di allestimento per la possibile accoglienza di profughi nella struttura in caso di emergenza, come confermato dallo stesso Prefetto durante l’incontro del 30 gennaio, colloquio richiesto e fortemente voluto dal Comitato per poter finalmente avere delle informazioni chiare e precise”.
Sull’interlocuzione intercorsa tra l’amministrazione e il comitato un’ulteriore replica: “Nessuno ha mai affermato che il sindaco e la giunta non siano stati disposti al dialogo; si è semplicemente dichiarato che, ad ogni interrogazione e richiesta di informazioni, la risposta è sempre stata quella di non saperne nulla. Riportiamo, a questo proposito, quanto scritto nel post apparso su Facebook in data 20 gennaio:
“Nonostante le 650 firme raccolte e portate all’attenzione delle autorità competenti, non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta concreta. Inoltre, il Sindaco e la giunta hanno sempre ribadito di non sapere nulla in merito. Il Comitato esprime la sua profonda delusione e amarezza per la scarsa considerazione da parte della giunta Comunale delle preoccupazioni e dell’opinione dei cittadini”.
Il Comitato prosegue nella propria argomentazione: “Durante l’incontro con il Prefetto del 30 gennaio si era parlato soprattutto di collaborazione e dialogo tra le parti; invece, attraverso la lettura di uno scritto in consiglio comunale, nel quale ovviamente il pubblico non può prendere parola, si è dimostrato esattamente l’opposto”.
Infine, sul tema della sicurezza l’ultima considerazione: “Per cercare di risolvere i problemi della sicurezza del nostro paese serve dialogo e cooperazione, e non comunicati mezzo stampa o lunghi soliloqui; in questa occasione ci adeguiamo al modus operandi per poter difendere il lavoro svolto in tutti questi mesi e che stiamo continuando a sviluppare, a nome non solo delle 650 firme raccolte ma anche per l’intera comunità di Piadena Drizzona”.