Nasce la sezione Oglio-Po del Patto per il Nord: la guida Simone Agazzi
Ieri l'investitura ufficiale di Simone Agazzi, nome storico della Lega, come segretario della sezione Casalasco - Oglio Po alla presenza del Segretario Federale Paolo Grimoldi
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Dopo l’addio alla Lega dell’ex segretario della sezione di Casalmaggiore Simone Agazzi, ieri c’è stato il varo ufficiale del suo passaggio al Patto per il Nord alla presenza del Segretario Federale Paolo Grimoldi, del Vicesegretario Nazionale Lombardia Monica Mazzoleni e del Segretario Provinciale di Cremona Alessandro Carpani.
Agazzi, storica figura della Lega, è stato eletto segretario della sezione Casalasco – Oglio Po e punterà l’attenzione sui problemi cronici della zona. “Il Casalasco -afferma in una nota – è una terra di lavoratori, concreta, che non chiede privilegi ma infrastrutture dignitose, servizi funzionanti e rispetto istituzionale. Come Patto per il Nord Casalasco siamo nati per questo: riportare al centro dell’agenda politica i problemi reali delle nostre comunità, troppo spesso ignorati o rimandati da anni.
“Oggi il nostro territorio vive una situazione che non è più sostenibile. Le criticità sono note a tutti, ma proprio per questo non possono più essere taciute”. Segue l’elenco:
“1. Il ponte di Casalmaggiore: un collegamento strategico lasciato al destino. Il ponte sul Po è la nostra arteria vitale. Ogni giorno migliaia di lavoratori, studenti e imprese lo attraversano. Eppure, da anni, questo collegamento fondamentale vive tra limitazioni, interventi tampone e incertezze.
Un territorio che produce, esporta e sostiene l’economia regionale non può dipendere da un’infrastruttura fragile, soggetta a chiusure improvvise e a manutenzioni emergenziali. Serve una programmazione seria, non l’ennesima toppa.
2. La tangenziale di Casalmaggiore: un’opera promessa, mai realizzata. La tangenziale è diventata il simbolo di ciò che non funziona: annunciata, discussa, riprogettata… ma mai costruita.
Nel frattempo, il traffico pesante continua a passare dentro i centri abitati, con ripercussioni sulla sicurezza, sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità.
Il Casalasco non può essere trattato come un territorio di serie B. Le opere strategiche vanno realizzate, non raccontate.
3. Le strade del Casalasco. Chiunque percorra le nostre strade lo sa: buche, cedimenti, segnaletica insufficiente, manutenzione minima.
Una rete varia così compromessa non è solo un disagio: è un rischio per la sicurezza e un freno allo sviluppo economico.
4. Il ponte di Calvatone: un’altra ferita aperta è un nodo critico che riguarda mobilità, sicurezza e collegamenti interprovinciali.
La sua condizione rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il nostro territorio venga considerato marginale, nonostante la sua importanza logistica.
5. Ospedale Oglio Po: un presidio che merita rispetto, non abbandono. L’Oglio Po è un ospedale che ha salvato vite, ha servito tre province, ha rappresentato un punto di riferimento per migliaia di famiglie.
Oggi, invece, vive un lento e inaccettabile svuotamento di servizi, reparti e personale.
Difendere l’Oglio Po non è una battaglia politica: è una battaglia di civiltà.
Chiediamo investimenti, stabilizzazioni, rilancio dei servizi e una visione chiara del suo futuro”.