Fattori, il volontario casalasco dentro i Giochi: "Atmosfera fantastica"
La sua destinazione è il Press Center dei Giochi, ospitato all’Allianz MiCo di Milano, uno dei centri congressi più grandi d’Europa, situato nell’area di CityLife
Da tedoforo a volontario nel cuore organizzativo dei Giochi. Gianpaolo Fattori, originario di San Martino del Lago, sta vivendo in prima persona l’atmosfera delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, mettendosi al servizio come volontario al Press Center di Milano.
«In passato ho avuto l’onore di portare la torcia olimpica e mi sono ricandidato come tedoforo – racconta – ma questa volta non sono stato scelto. Così ho deciso di mettermi in gioco in un modo diverso». Una scelta maturata anche grazie a precedenti esperienze nel volontariato sportivo, tra cui l’Open d’Italia di golf. Nel giugno 2025 Fattori ha inviato la sua candidatura per Milano-Cortina: «A luglio è arrivata subito la selezione, poi ho seguito tutta la formazione prevista. Attraverso il portale e le mail ricevevo, passo dopo passo, tutte le indicazioni operative». Il 31 gennaio ha ritirato la divisa ufficiale, dando così inizio alla sua nuova avventura.
La sua destinazione è il Press Center dei Giochi, ospitato all’Allianz MiCo di Milano, uno dei centri congressi più grandi d’Europa, situato nell’area di CityLife. «Si sviluppa per 900 metri su tre piani – spiega –. In fondo si trovano l’ufficio accrediti e la distribuzione delle divise, mentre al centro c’è l’Olympic Broadcasting Center».
All’interno lavorano giornalisti accreditati provenienti da tutto il mondo. «Sono presenti le principali agenzie di stampa internazionali, cinque delle quali hanno un rapporto diretto con il CIO e dispongono di box molto ampi. Ci sono poi i comitati olimpici nazionali, come quello francese e quello giapponese, oltre a numerose altre delegazioni».
Nell’area stampa i volontari svolgono quattro diverse mansioni:
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Sala stampa, con 300 postazioni, dove si fornisce supporto ai giornalisti per eventuali problemi tecnici legati al portale o al Wi-Fi. «Sono presenti anche aziende come Canon, Nikon e Sony, che assistono i fotografi».
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Press conference, due sale da 300 posti ciascuna, intitolate alle mascotte dei Giochi, dove ogni giorno rappresentanti del CIO e del CONI tengono conferenze stampa.
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Desk informazioni, dedicato all’orientamento e al supporto generale.
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Guest Pass, il servizio esterno per la consegna dei pass di accesso, unico ruolo che Fattori non ha ricoperto.
«Il lavoro è molto tranquillo, tutto è organizzato nei minimi dettagli e funziona perfettamente», sottolinea. Una delle sorprese più grandi per lui è stata scoprire che gli atleti non frequentano il Press Center: «Pensavo che le interviste si svolgessero lì, invece arrivano soprattutto membri del CIO e del CONI. Gli atleti parlano direttamente nelle sedi di gara».
Tra gli eventi più interessanti a cui ha assistito c’è stata la presentazione delle Olimpiadi di Salt Lake City 2034. «Il mio turno è pomeridiano, dalle 15.30 alle 22.30, mentre le conferenze si tengono al mattino. Però quella di Salt Lake sono riuscito a seguirla».
Pochi, invece, i “vip” in senso tradizionale. «L’unico volto davvero noto è stato il cantante coreano Sunghoon, ex pattinatore e autore dell’inno coreano per i Giochi, anche lui tedoforo. È stato circondato dai ragazzi che lo conoscevano tramite Spotify». Nessuna passerella di campioni, dunque, ma un lavoro prezioso dietro le quinte.
Colpiscono anche le dimensioni e i servizi offerti dalla struttura. «Abbiamo una mensa interna con desk di accoglienza e registrazione. Il complesso è così grande che ospita persino un supermercato Esselunga. Questo dà l’idea dell’imponente macchina organizzativa. I giornalisti sono trattati con grande attenzione. Per me, anche senza essere tedoforo, è comunque un modo per sentirmi parte dei Giochi».





