Politica

Punto Nascite, la mozione passa all'unanimità: tre i punti chiave

Nonostante le difficoltà prospettate, il Consiglio ha scelto la via dell’unità politica: la proposta è stata approvata con voto unanime

Il consiglio comunale casalese fa un nuovo tentativo per il Punto Nascite dell'Oglio Po (video Alessandro Osti)
Fill-1

Il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità su una proposta condivisa per tentare di riaprire il Punto Nascite di Casalmaggiore. Un atto politico frutto del lavoro svolto in sede di capigruppo, che ha visto maggioranza e opposizione confrontarsi e arrivare a una sintesi comune.

A leggere il documento in aula è stato il presidente del Consiglio comunale, Pierfrancesco Ruberti, che ha illustrato i tre punti cardine della proposta.

Il primo riguarda il coinvolgimento del Ministero della Salute per valutare un’eventuale revisione del Decreto Ministeriale 70, alla luce del calo delle nascite che sta interessando il Paese. L’obiettivo è verificare la possibilità di riaprire il Punto Nascite di Casalmaggiore, coinvolgendo anche Regione Lombardia per sostenere formalmente la richiesta.

Il secondo punto punta all’inserimento nel POAS aziendale della ripartenza del reparto di Ginecologia, superando la mera attività ambulatoriale e tornando a garantire un servizio strutturato sul territorio.

Infine, la proposta prevede l’avvio di un dialogo con Regione Toscana, che sta mettendo in campo strategie per chiedere la riapertura di alcuni Punti Nascita. Un confronto ritenuto utile per condividere percorsi e valutare eventuali margini di azione comuni.

Durante la discussione, il consigliere di minoranza Luciano Toscani ha chiesto che la proposta potesse essere ulteriormente dibattuta in aula. La richiesta non è stata accolta dai capigruppo, che hanno ricordato come il testo fosse già stato approfonditamente discusso proprio in quella sede. Toscani ha comunque ringraziato l’amministrazione per il metodo di lavoro adottato e per aver raccolto il contributo di tutti: «Un atto politico condiviso pesa di più rispetto a un documento votato soltanto dalla minoranza», ha sottolineato.

Sempre dai banchi della minoranza, la consigliera Annamaria Piccinelli ha sollevato una riflessione sul tema della sicurezza, chiedendosi se vi sia effettivamente una carenza tale da giustificare lo stop, considerato che il DM 70 pone proprio la sicurezza tra i criteri fondamentali per tenere aperto un Punto Nascite.

Il consigliere di maggioranza Gianpietro Seghezzi ha evidenziato come la strada sia complessa. Solo tre giorni fa, ha ricordato, il Ministero ha risposto alla Regione Toscana ribadendo che le soglie dei 500 e dei 1000 parti annui previste dalla normativa non sono in discussione. «È una strada difficile – ha ammesso – ma è giusto provarci».

Nonostante le difficoltà prospettate, il Consiglio ha scelto la via dell’unità politica: la proposta è stata approvata con voto unanime, segnando una posizione condivisa dell’intero Consiglio comunale a sostegno del territorio e della speranza di una decisione non irreversibile presa dall’alto.

 

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...