Cronaca

Licinio Valenti, il ricordo della famiglia: "Eredità che pesa, veglia su Casalmaggiore"

I famigliari di Licinio Valenti, i cui funerali saranno celebrati lunedì alle 14.30 a Vicobellignano, ha voluto ricordarlo con un pensiero che riassume tutto quello che Licinio ha fatto ed è stato per Casalmaggiore

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I famigliari di Licinio Valenti, i cui funerali saranno celebrati lunedì alle 14.30 a Vicobellignano, ha voluto ricordarlo con un pensiero che riassume tutto quello che Licinio ha fatto ed è stato per Casalmaggiore. Lo riceviamo e volentieri lo pubblichiamo.

“Casalmaggiore, oggi, perde Licinio Valenti o “Licio” come molti amavano chiamarlo. Un uomo d’altri tempi e una vera e propria istituzione. Ha tracciato la strada, insegnando che amare la propria città è un impegno quotidiano, fatto di maniche rimboccate e di passione inesauribile. In un momento storico in cui il volontariato appare invischiato in una crisi senza precedenti, la sua figura è stata un modello perfetto di cosa voglia dire dedicare il proprio tempo alla comunità.

Se riavvolgiamo il nastro dei ricordi troviamo Licinio ovunque. Ha lavorato in qualità di infermiere specializzato e Caposala del comparto operatorio del Vecchio Ospedale. Ha inoltre contribuito alla progettazione e alla nascita dell’Ospedale Oglio Po, dove ha lavorato fino alla pensione. Negli anni ‘90 è diventato elemento fondamentale come coordinatore e caposala del gruppo infermieristico neo-costituito all’interno dell’R.S.A. “Conte C. Busi”, mettendo a disposizione del Consiglio Direttivo esperienza e dedizione al lavoro, ponendo al centro dell’attenzione l’aspetto umano degli ospiti. Dopo una parentesi come consigliere della casa di riposo, Valenti assume la presidenza della Pro Loco di Casalmaggiore, cittadina della quale è stato cuore pulsante, mente e guida.

Quando si pensa, ad esempio alla Fiera di Piazza Spagna o a quella di San Carlo o alla Sagra del Cotechino e Blisgòn che fu il suo “capolavoro”, è impossibile non rivederlo indaffarato nel suo ruolo di Presidente “tuttofare”, mentre letteralmente costruiva ogni singolo istante di qualsiasi evento, con maniacale cura e precisione. Affiancato dal mitico Giovanni Moreschi e dall’indimenticata moglie Lavinia Vezzosi, era un vero punto di riferimento per i cittadini di Casalmaggiore che ogni mattina lo trovavano disponibile per qualsiasi tipo di aiuto.

Licinio è stato anche un profondo custode della nostra identità. Il suo impegno abbracciava la cultura e la memoria storica, tramite la fotografia di cui era “innamorato” sia da giovane e in particolare con la realizzazione del bimestrale “Casalmaggiore”, nelle cui edizioni troviamo un vero tesoro costituito dai pensieri e dai ricordi della civiltà casalasca contadina e non. Dai proverbi ai racconti di vita locale, dalle lezioni di arte in sede alle mostre di pittura e soprattutto fotografiche, ha puntualmente documentato, insieme agli altri volontari, ogni momento importante per il territorio con la semplicità, essenziale a raggiungere proprio tutti, e con il rigore necessario per tramandare adeguatamente usi, costumi, tradizioni della sua amata città.

Indimenticabili anche le numerose gite ed i viaggi in Italia ed all’Estero, le Bicincittà, l’adorata mostra mercato del verde “I Rami del Grande Fiume” o l’appuntamento fisso con i Canti della Merla e, non da ultima, la nascita ufficiale dei Giovedì d’Estate. Tantissime pubblicazioni dedicate a Casalmaggiore portano la sua firma, se non come autore, come editore e collaboratore. Fu artefice anche del gemellaggio con la Pro Loco di Breguzzo (oggi Sella Giudicarie) che ogni anno contribuiva a portare la magia del Natale sul listone tramite il dono del tradizionale albero che puntualmente e personalmente andava a ritirare ogni anno in Trentino.

Licinio era appassionato di sport, calcio e corsa in particolare, e anche in questo settore le sue passioni si erano trasformate in impegno con la Casalese in qualità di massaggiatore e nel Gruppo Sportivo Casalasco, di cui è stato socio fondatore,  con il quale organizzava la manifestazione podistica “Attraverso le Terre dei Gonzaga”, divenuta presto un appuntamento riconosciuto anche al di fuori del nostro territorio.

In definitiva, sono innumerevoli i progetti da lui realizzati e ricordare tutto è impossibile, soprattutto in questo momento carico di dolore e di emozione. Un uomo in grado di lasciare in chi l’ha conosciuto un segno indelebile del suo passaggio con quel garbo e quella determinazione che tutti conoscevamo e gli riconoscevamo. Un modello di altruismo e di impegno sociale rari. Caro Licio, lasci un’eredità importante da custodire, ma rimane il conforto che da lassù continuerai a vegliare sulla tua amata Casalmaggiore”.

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