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Sede Avis Piadena sarà demolita dai lavori raddoppio. Pagliari: "Comune cosa fa?"

Il documento sottolinea inoltre che, in assenza di un intervento dell’amministrazione comunale per individuare una nuova sede adeguata, l’AVIS potrebbe essere costretta a reperire autonomamente uno spazio, sostenendo i relativi costi di affitto

In foto la sede Avis di Piadena Drizzona

A Piadena Drizzona si apre il dibattito sul futuro della sede dell’AVIS comunale. Il consigliere comunale Luigi Marino Pagliari, a nome del gruppo “Siamo Piadena Drizzona”, ha presentato un’interrogazione rivolta al sindaco per chiedere chiarimenti e soluzioni in merito alla situazione della sede dell’associazione.

L’AVIS di Piadena, fondata nel 1952, rappresenta da decenni una realtà associativa di grande valore per il territorio, impegnata nella promozione della donazione di sangue e nel sostegno al sistema sanitario. Tuttavia, l’attuale sede situata in via Marconi 18, inaugurata nel 2003, potrà essere utilizzata soltanto fino a maggio 2026. L’edificio, infatti, dovrà essere liberato perché destinato alla demolizione nell’ambito dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria: RFI ha il diritto di azione perché la sede sorge di fatto in un vecchio casello ferroviario.

Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, anche la sala intitolata a Laura Busi — sede del Consiglio AVIS — non risulterebbe utilizzabile durante il periodo dei lavori e potrebbero inoltre sorgere problemi legati ai servizi e ai contatori, nonostante la stessa sala non sia interessata dalla demolizione. Una situazione che rischia di creare notevoli difficoltà per lo svolgimento delle attività dell’associazione e per il lavoro dei volontari.

Il documento sottolinea inoltre che, in assenza di un intervento dell’amministrazione comunale per individuare una nuova sede adeguata, l’AVIS potrebbe essere costretta a reperire autonomamente uno spazio, sostenendo i relativi costi di affitto.

Attraverso l’interrogazione, il consigliere chiede quindi all’amministrazione se sia già stata individuata una nuova sede da destinare all’associazione, quali soluzioni temporanee si intendano adottare per garantire la continuità delle attività dopo lo sgombero dell’attuale sede e se il Comune intenda intervenire per evitare che l’AVIS debba sostenere ulteriori oneri economici.

È stata inoltre richiesta una risposta scritta e l’inserimento della questione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale. Pagliari peraltro ha rincarato la dose, chiedendo perché RFI, nei lavori del raddoppio ferroviario, non stia prevedendo in modo chiaro qualche forma di compensazione per Piadena Drizzona: “Ad oggi non sappiamo ancora come e quando verrà fatto il sottopassaggio. E ora emerge pure questa mancanza di volontà di trattare per quel che concerne la questione Avis” sottolinea il consigliere.

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