Contributi ad associazioni di volontariato: il 'caso' Arces discusso in Consiglio comunale
Il mancato riconoscimento del contributo comunale all’associazione Arces Viadana è stato affrontato durante l’ultima seduta consiliare a Viadana. Rispondendo a un'interrogazione, l'assessore Tripodo ha precisato criteri e impostazione del bando
Il tema del mancato riconoscimento del contributo comunale all’associazione Arces Viadana è stato affrontato durante l’ultima seduta consiliare a Viadana. L’argomento è stato al centro di un’interrogazione presentata in Consiglio comunale dal consigliere di opposizione Enos Pradella.
L’esponente di minoranza ha chiesto chiarimenti all’amministrazione sul diniego del sostegno previsto dal bando comunale rivolto alle associazioni di volontariato. A rispondere in aula è stata Mariagrazia Tripodo. L’assessore ai Servizi sociali ha precisato nuovamente il funzionamento del bando comunale per il 2025, pubblicato con determinazione dirigenziale n. 239 del 14 aprile e destinato alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale.
Come ribadito in aula dall’assessore nell’illustrare l’impianto del documento, i contributi sono destinati a sostenere progetti specifici non rientranti nelle attività ordinarie svolte dalle associazioni. Tra le realtà risultate beneficiarie figurano altri progetti: quello di educazione all’affettività e alla sessualità, presentato dal Centro consulenza familiare UCIPM ODV, e lo schema proposto dalla Consulta del volontariato viadanese, che ha elaborato un laboratorio sperimentale per adolescenti sul rispetto delle differenze e per prevenire la violenza di genere.
Tripodo ha inoltre precisato che la commissione giudicatrice aveva considerato non ammissibile una delle istanze, quella di Arces appunto, poiché il progetto presentato richiamava attività considerate generiche e ordinarie dell’associazione.
Per sgombrare il campo da polemiche, l’assessore ha voluto sottolineare che l’esito del bando non intendeva in alcun modo sminuire il lavoro svolto dalle realtà che non hanno avuto modo di intercettare le risorse stanziate dall’ente: “Non vi è nessuna volontà di dare meno valore all’operato di questa o di qualunque altra realtà. L’avviso – ha ricordato nuovamente – richiedeva la presentazione di progetti non ordinari”.
IL COMMENTO DI ARCES DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE
Dopo la discussione in Consiglio comunale è arrivata anche la presa di posizione di Arces ODV Viadana, che ha parlato di una “discrasia tra politiche regionali e comunali nel supporto al volontariato”.
“Riteniamo che l’attività della nostra realtà – afferma il presidente dell’ODV Giuseppe Guarino – sia in linea con le indicazioni della Regione Lombardia, che recentemente – su proposta dell’assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale Elena Lucchini – ha ribadito il ruolo strategico del Terzo settore nel rispondere ai bisogni delle famiglie più fragili”.
L’impianto del bando comunale, nella lettura di Arces, non terrebbe conto dell’aumento delle richieste di aiuto da parte delle famiglie in condizioni di fragilità economica.
Sulla possibilità, emersa in sala consiliare, di considerare forme di autofinanziamento per sostenere le rispettive attività associative, l’esponente di Arces afferma: “L’amministrazione – insiste Guarino – ha dichiarato di voler finanziare solo ‘progetti particolari’ per il 2025, escludendo le attività ordinarie e suggerendo che le associazioni con finalità di utilità sociale debbano provvedere autonomamente. Il tutto senza considerare le varie emergenze locali, con numerosi nuclei familiari in difficoltà nel sostenere i costi per fare la spesa. Tale chiusura – conclude –appare ancora più grave proprio alla luce dei dati dell’ultimo periodo”.