Patto per il Nord: "Contro caro bollette stop al centralismo energetico"
"La proposta è netta: sganciare immediatamente il prezzo dell’elettricità da quello del gas per difendere chi produce e chi lavora" spiega il segretario casalasco Agazzi
“Le famiglie e le imprese del nostro territorio stanno affrontando un sistema di calcolo dei costi energetici profondamente ingiusto, che rischia di soffocare il motore produttivo della nostra provincia. Il Patto per il Nord interviene con forza sulla questione del caro bollette, denunciando un meccanismo che penalizza proprio le aree a maggiore vocazione industriale”.
Parte da qui l’analisi di Patto per il Nord con il segretario casalasco Simone Agazzi: “Il paradosso attuale vede il prezzo del gas determinare anche il costo dell’energia elettrica prodotta da fonti pulite. Si tratta di una distorsione che colpisce duramente le nostre province: oggi l’elettricità generata dalle centrali idroelettriche delle nostre valli o dagli impianti fotovoltaici dei nostri distretti industriali viene pagata come se fosse prodotta bruciando gas. È un corto circuito economico che alimenta la speculazione e indebolisce la competitività delle aziende locali”.
“Secondo il Patto per il Nord – prosegue Agazzi – è necessario ribellarsi a un centralismo energetico che non riconosce il valore della produzione territoriale. La proposta è netta: sganciare immediatamente il prezzo dell’elettricità da quello del gas per difendere chi produce e chi lavora. Per farlo, serve abbattere la burocrazia che frena gli investimenti nelle rinnovabili e procedere rapidamente con il rinnovo delle concessioni per i gestori dell’idroelettrico, pilastro storico dell’energia del Nord”.
Andrea Flumiani, responsabile della Consulta energie rinnovabili ed economia circolare di Patto per il Nord, sottolinea come le regioni del Nord dispongano già della tecnologia e delle competenze necessarie per guidare una vera transizione. “L’obiettivo deve essere quello di rafforzare la stabilità della rete attraverso sistemi di accumulo e lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, capace di immagazzinare l’energia pulita prodotta localmente per utilizzarla quando serve”
“La battaglia del Patto per il Nord – conclude Agazzi – si concentra sulla difesa del lavoro e dello sviluppo territoriale. Più energia prodotta localmente significa bollette più basse per le famiglie e meno dipendenza dall’estero per le nostre industrie. Restituire dignità energetica al Nord non è solo una scelta economica, ma una necessità per garantire il futuro di un sistema produttivo che non può più permettersi di pagare il prezzo dell’inefficienza altrui”.