"Quando il corpo diventa voce": Chiara Pedroni tra sport, inclusione e diritti
Domenica 29 marzo alla Fondazione Santa Chiara l’incontro con Chiara Pedroni, atleta paralimpica e attivista. Un dialogo su inclusione, sport e diritti per riflettere su abilismo, discriminazioni e cittadinanza attiva
“Quando il corpo diventa voce. Identità libere per un’umanità plurale” è il titolo dell’incontro in programma domenica 29 marzo alle 16:30 presso la Sala dellaFondazione Santa Chiara di Casalmaggiore. L’appuntamento, promosso nell’ambito del Festival dei Diritti CSV Cremona – Lombardia Sud, vedrà come ospite Chiara Pedroni, in dialogo con la giornalista di CR1 e Cremonaoggi Laura Bosio, che modererà l’evento.
Pedroni, classe ‘84, nata e cresciuta a Cremona, il 7 luglio 2018 ha conquistato l’oro nella categoria showdance ai campionati Italiani Fids settore paralimpico, danzando in carrozzina. Quotidianamente combatte con l’endometriosi, che l’ha invalidata ma spinta da tanta passione e tenacia, introducendo la carrozzina nella quotidianità, ha ripreso in mano la propria vita.
Nel corso dell’incontro, racconterà il proprio percorso umano e sportivo, che si intreccia con numerose esperienze di impegno sociale e culturale. È infatti parte del progetto Tennis in carrozzina della Canottieri Baldesio, atleta al Flora nel paracanottaggio, clown di corsia per l’associazione Dal Naso al Cuore, attrice della compagnia Casta D e volontaria dell’associazione Marcotti Osvaldo. Dal 2023 è inoltre presidente di Arcigay Cremona La Rocca, ruolo che rappresenta un ulteriore tassello nel suo impegno per la cittadinanza attiva.
Proprio questo impegno trasversale sarà al centro del confronto: l’obiettivo dell’evento è affrontare, in un’ottica intersezionale, i temi dell’inclusione e della lotta all’abilismo, insieme ad altre forme di discriminazione, in particolare quelle legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Un focus che trova nello sport un terreno privilegiato di riflessione: cosa accade quando in un ambito così rilevante si intrecciano la sfida contro le barriere legate alla disabilità e quella contro l’omotransfobia?
“L’evento – evidenziano i promotori – ha l’obiettivo di trattare in un’ottica intersezionale le tematiche dell’inclusione, della lotta all’abilismo e ad altre forme di discriminazione nella società, in particolare nel mondo dello sport, come l’omotransfobia.
I temi legati alle disabilità riguardano chiunque, non solo chi la vive ma tutta la società. Ci sono ancora pregiudizi, stereotipi, diritti negati e scarsa conoscenza diffusa. Per questo è necessario costruire una società più accessibile, affinché sia equa e più giusta.
Un fattore importante è quello della comunicazione, che se corretta e maggiormente efficace sposta l’attenzione dalla condizione della persona alle barriere ambientali, culturali e sociali, invitando a riflettere sul fatto che la responsabilità non è solo individuale ma anche collettiva”.
