PM10 e inquinamento: "Qualche risultato c'è stato, Governo ora non tagli i fondi"
Alla luce delle aperture, Toscani ha deciso di ritirare la mozione per riscriverla in modo condiviso. «È un metodo che ha già dato risultati, come nel caso dell’ospedale Oglio Po», ha spiegato
Il tema dell’inquinamento atmosferico e delle polveri sottili torna al centro del dibattito politico locale. In consiglio comunale a Casalmaggiore si è discusso di una mozione presentata dal consigliere di minoranza Luciano Toscani, incentrata sul monitoraggio della qualità dell’aria e sui recenti tagli ai finanziamenti nazionali destinati al settore.
Toscani ha richiamato l’attenzione su un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Delbarba, sottolineando la riduzione delle risorse per il controllo della qualità dell’aria, passate da 320 a 80 milioni di euro. Un tema che, secondo il consigliere, riguarda da vicino anche il territorio cremonese: «La Pianura Padana è l’area più inquinata d’Europa – ha evidenziato – con valori allarmanti in città come Monza, Cremona, Brescia e Lodi, ben oltre i limiti raccomandati dall’OMS».
Nel suo intervento, Toscani ha ricordato come altri enti locali si stiano già muovendo: il Comune di Cremona ha approvato un documento analogo e anche la Provincia si è espressa lo scorso mercoledì. «Tagliare gli investimenti sulla qualità dell’aria significa tagliare la salute dei cittadini, specie adesso che in Veneto, ad esempio, si stanno raggiungendo risultati tangibile sulle PM10», ha aggiunto, citando le posizioni di associazioni mediche e ambientaliste. Da qui la richiesta al sindaco e al consiglio di attivarsi, anche tramite Anci, per sollecitare il ripristino dei fondi.
Il sindaco Filippo Bongiovanni ha espresso condivisione sul tema, pur invitando a una lettura più ampia del quadro: «Il taglio c’è, anche se è stato spostato dal 2029 al 2031. Tuttavia, il trend è in miglioramento e sarebbe un peccato ridurre le risorse proprio ora». Il primo cittadino ha poi ricordato i finanziamenti già messi in campo dal Governo: oltre 2,2 miliardi di euro tra il 2023 e il 2035 per il contrasto all’inquinamento atmosferico, 500 milioni per la mobilità sostenibile e ulteriori 200 milioni attraverso il Fondo italiano per il clima.
Risorse che, ha spiegato, saranno destinate a interventi concreti come incentivi per caldaie a basse emissioni, rinnovo del parco mezzi, miglioramento degli allevamenti intensivi e degli impianti industriali. «L’Italia è attenta anche a livello internazionale», ha concluso.
Dal fronte della maggioranza, il consigliere Gianpietro Seghezzi ha raccolto l’invito al confronto: «È un tema che mi sta a cuore, sono disponibile a lavorare insieme per riformulare l’ordine del giorno».
Alla luce delle aperture, Toscani ha deciso di ritirare la mozione per riscriverla in modo condiviso. «È un metodo che ha già dato risultati, come nel caso dell’ospedale Oglio Po», ha spiegato, citando anche iniziative analoghe in corso nei comuni di Viadana e Bozzolo.
Il confronto si chiude dunque senza voto, ma con l’impegno trasversale a tornare presto in aula con un documento unitario. Sullo sfondo resta una priorità condivisa: migliorare la qualità dell’aria in uno dei territori più esposti d’Europa.