Dopo lo strappo Cavatorta ricorda anni alla Lega e "i fenomeni che hanno spento entusiasmo"
"Tutta questa passione ed entusiasmo gradualmente e ciclicamente venivano smorzati da chi doveva "insegnare" la politica con la bacchetta, dai fenomeni che vantavano chissà quali esperienze"
Leggi anche:
Un po’ di nostalgia ma anche qualche sassolino levato dalla scarpa: ora che, per la prima volta da sempre, Nicola Cavatorta e la Lega saranno avversari, con il Carroccio che appoggia Mara Azzi, sfidante di Cavatorta, il sindaco uscente e ricandidato ricordo i tanti anni anni di militanza.
“Inevitabilmente in queste ore – ha scritto il primo cittadino uscente sul proprio profilo Facebook – emergono alcuni ricordi. Devo dire che non è mai stato facile essere un giovane nella Lega a Viadana. Ricordo i martedì sera dei miei 20 anni passati nella sede di via Al Ponte fino a notte tarda, quando ancora si frequentavano le sezioni per parlare di politica nazionale, di ciò che succedeva in Comune, della società viadanese”.
“Ricordo le campagne elettorali con i manifesti e i volantinaggi. La mia prima campagna elettorale nel 2006 in cui ero candidato consigliere comunale e fui il primo dei non eletti, con 75 preferenze grazie all’aiuto dei ragazzi già militanti. Purtroppo negli anni tutta questa passione ed entusiasmo gradualmente e ciclicamente venivano smorzati da chi doveva “insegnare” la politica con la bacchetta, dai fenomeni che vantavano chissà quali esperienze”.
“Vi furono poi anche i periodi – commenta Cavatorta avanzando la sua critica – in cui i giovani facevano comodo, come per mio fratello nel 2015 e il sottoscritto nel 2020, ma sempre messi sotto la lente d’ingrandimento e la critica dei capi locali che ti mettevano tutto in discussione. Quanti ragazzi sono passati da quei muri, quanti sono andati avanti per altre strade della vita e qualcuno purtroppo non c’è più. Certi modi invece sono ancora vivi e condizionano chi non sa dire di no”.
“Personalmente ho sempre cercato – conclude Cavatorta – di ascoltare tutti nel mio ruolo, ma sono sempre stato convinto che la decisione ultima sia quella del Sindaco, anche se quasi mai ho dovuto ricorrere a questa regola. Le decisioni amministrative in Giunta in questi anni sono sempre state prese tutte all’unanimità tranne una volta. Fuori dalla Giunta le decisioni sono state tutte condivise con il gruppo e nel peggiore delle ipotesi con la contrarietà di una sola persona o due al massimo che hanno avuto reazioni sconsiderate. Comunque io vado avanti lo stesso… anzi, noi andiamo avanti lo stesso perché non mi è mai piaciuto esprimermi con l’io. Buon proseguimento a tutti e come diceva qualcuno che ci ha lasciato pochi giorni fa, Mai Mular!”