Riorganizzazione Oglio Po, buone nuove: Medicina torna a 48 posti letto, Chirurgia a 35
Il percorso non è stato privo di criticità: l’inserimento del personale reclutato ha richiesto tempi di addestramento più lunghi del previsto e una gestione organizzativa particolarmente articolata
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Dal 27 aprile 2026 la Medicina dell’Ospedale Oglio Po tornerà a pieno regime, con 48 posti letto disponibili e il ripristino completo della normale attività di ricovero. Nello stesso giorno anche l’area chirurgica tornerà alla dotazione ordinaria di 35 posti letto.
Prosegue così il percorso di riorganizzazione avviato nei mesi scorsi per far fronte alla carenza di personale infermieristico. A dicembre 2025 la situazione aveva imposto una riduzione temporanea dei posti letto: Medicina da 48 a 41, con 5 letti internistici trasferiti all’area chirurgica, passata così da 35 a 30.
REPARTI ATTIVI A PIENO REGIME
La piena riattivazione dei posti letto è stata possibile grazie all’inserimento temporaneo di personale infermieristico esterno, reclutato tramite un accordo formale con un soggetto terzo destinato esclusivamente alla Medicina. Una soluzione organizzativa complessa, ma necessaria, che ha consentito di garantire la continuità dell’assistenza.
Il ricorso a professionisti esterni ha inoltre permesso di recuperare il personale infermieristico del reparto di Medicina e di reimpiegarlo in altri servizi altrettanto strategici dell’ospedale, fra i quali chirurgia, ortopedia, poliambulatori, salute mentale, area intensiva, cardiologia e pronto soccorso.

UN RISULTATO CHE FA BENE AL TERRITORIO
«Il risultato raggiunto non era scontato – sottolinea il direttore generale di ASST Cremona Ezio Belleri. In un contesto di grave carenza infermieristica, che interessa tutto il sistema sanitario, siamo riusciti non solo a mantenere i servizi, ma anche a ripristinare integralmente i posti letto previsti. È un obiettivo importante per il presidio Oglio Po e per tutto il territorio».
«L’accordo con un soggetto esterno è stato una risposta concreta a una situazione di emergenza che, in assenza di interventi, avrebbe comportato una riduzione forzata dei servizi» – aggiunge Belleri. «La nostra priorità è sempre stata e resta quella di garantire continuità assistenziale, sicurezza delle cure e tenuta dell’organizzazione».
Il direttore ricorda inoltre che il provvedimento è stato adottato solo dopo aver attivato tutte le possibili modalità di reclutamento del personale disponibili, dai concorsi all’utilizzo del lavoro interinale, fino ai contratti libero-professionali con tariffe aggiornate.
Questa soluzione consentirà inoltre di raggiungere un ulteriore obiettivo fondamentale spiega Belleri: «mantenere invariato, per l’intero periodo estivo, l’attuale assetto dei posti letto e garantire al personale la possibilità di usufruire regolarmente di ferie e riposi».
CRITICITÀ SUPERATE, GRAZIE AGLI OPERATORI DELL’OGLIO PO
Il percorso non è stato privo di criticità: l’inserimento del personale reclutato ha richiesto tempi di addestramento più lunghi del previsto e una gestione organizzativa particolarmente articolata. Tuttavia, il risultato finale conferma la validità della soluzione adottata.

«Il ricorso a tale modalità contrattuale – precisa Belleri – non incide in alcun modo sulla responsabilità clinica e organizzativa della struttura, che resta saldamente in capo alla direzione ospedaliera e ai professionisti dell’ASST. Il servizio erogato è sottoposto a controlli costanti, con una supervisione continua, l’introduzione di specifici indicatori di performance e monitoraggi periodici, al fine di garantire qualità, sicurezza e appropriatezza dell’assistenza».
Per questo conclude il direttore «ringrazio la Direzione medica di presidio, la Direzione aziendale delle professioni sanitarie e socio sanitarie (DAPSS) e tutto il personale dell’Oglio Po che ha affrontato la situazione con impegno e grande senso di responsabilità»
CARENZA DI INFERMIERI, IL CONTESTO
La carenza di infermieri è una criticità ormai strutturale che riguarda l’intero sistema sanitario regionale e nazionale. Anche l’ASST di Cremona si trova a far fronte a una progressiva riduzione del personale, dovuta soprattutto ai pensionamenti, alle difficoltà nel garantire il ricambio generazionale e alla crescente fatica nell’attrarre professionisti sul territorio.
In provincia di Cremona, dove l’età media della popolazione è tra le più alte della Lombardia, aumenta il bisogno di assistenza sia negli ospedali sia sul territorio. Parallelamente, però, il numero di infermieri continua a diminuire: negli ultimi anni il saldo tra uscite e nuove assunzioni è risultato negativo e i concorsi pubblici non riescono più a colmare il fabbisogno.