Cronaca

Viadana, per la nuova caserma VVF l'iter forse si sblocca: ma i costi lievitano

Confindustria e alcune realtà imprenditoriali locali hanno manifestato interesse e disponibilità a sostenere l’iniziativa, riconoscendone l’importanza per la sicurezza e lo sviluppo dell’area. Tuttavia, la sostenibilità economica resta la questione centrale

L'attuale caserma dei Vigili del Fuoco sta sentendo il peso degli anni
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Si cerca lo sblocco dell’iter per la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a Viadana, un progetto atteso da anni e ritenuto strategico per il territorio. Come riporta “La Gazzetta di Mantova”, dopo un lungo stallo, un vertice in Prefettura ha riunito tutti gli attori coinvolti – istituzioni, amministratori locali, rappresentanti del Corpo dei vigili del fuoco, imprese e Demanio – consentendo di riaprire il dossier e delineare un percorso concreto.

L’incontro, promosso dal sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, ha segnato un primo passo operativo, pur lasciando emergere la necessità di accelerare i tempi. Tra i presenti anche il prefetto, rappresentanti regionali dei vigili del fuoco e amministratori locali, tra cui il sindaco di Viadana Nicola Cavatorta. Il Demanio ha già compiuto un passaggio decisivo acquistando l’area destinata alla nuova struttura, in zona Gerbolina, tra via Baroni e via Grazzi Soncini, condizione necessaria per avviare la progettazione.

Il nodo principale resta quello delle risorse economiche. Il costo inizialmente stimato è aumentato sensibilmente negli ultimi anni a causa del rincaro dei materiali e delle costruzioni, arrivando a circa 5 milioni di euro, con un incremento significativo (quasi raddoppiato) rispetto alle prime valutazioni. Il Comune ha dato disponibilità a contribuire, ma il finanziamento statale rimane fondamentale per garantire la realizzazione dell’opera. Senza un impegno concreto dello Stato, il progetto rischia nuovi rallentamenti.

Il territorio di Viadana presenta caratteristiche che rendono la caserma particolarmente urgente: la presenza di importanti attività industriali, anche a rischio, e una posizione geografica che rende più complessi gli interventi tempestivi dai distaccamenti esistenti, come quello di Mantova. Una nuova sede operativa permetterebbe di migliorare la gestione delle emergenze e rafforzare la prevenzione.

Confindustria e alcune realtà imprenditoriali locali hanno manifestato interesse e disponibilità a sostenere l’iniziativa, riconoscendone l’importanza per la sicurezza e lo sviluppo dell’area. Tuttavia, la sostenibilità economica resta la questione centrale.

Infine, viene evidenziato come il tempo perso abbia già comportato costi indiretti, tra strutture provvisorie e adeguamenti continui. Il rischio è di continuare a spendere senza ottenere una soluzione definitiva. Per questo, l’obiettivo condiviso è ora quello di trasformare l’apertura del tavolo istituzionale in un rapido passaggio alla fase progettuale e poi esecutiva, evitando ulteriori rinvii.

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