Europa, sicurezza e democrazia: Bellini presenta il suo saggio a Santa Chiara
Il 6 maggio all’istituto Santa Chiara Michele Bellini presenta il suo saggio sulla difesa europea. Con Gabriel Fomiatti, un confronto aperto su sicurezza, democrazia e ruolo geopolitico dell’Europa in un contesto globale profondamente cambiato
Un appello a leggere e interpretare la realtà per riconoscere i pericoli che ci minacciano, partendo da una nuova consapevolezza: il mondo come lo conoscevamo non esiste più. Nel contesto attuale si profila un sistema di rischi che possono essere affrontati solamente concependo in modo interconnesso difesa e integrazione europea, risorse economiche e tenuta della democrazia. Un cambio di paradigma, figlio di un contesto geopolitico profondamente trasformato.
Questa è una delle numerose chiavi di lettura per interpretare il presente (e il futuro) offerte da “Rendiamoci conto. Senza difesa non c’è più l’Europa (Castelvecchio Editore, 108 pagine, 15 euro)”.
Il saggio dell’analista politico Michele Bellini sarà illustrato mercoledì 6 maggio alle 21 presso la sala conferenze dell’istituto Santa Chiara. L’appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, è promosso dalla libreria “Il Seme” di Liliana Cavalli, in collaborazione con Fondazione Santa Chiara, e vedrà l’ex consigliere comunale Gabriel Fomiatti dialogare con l’autore in un incontro concepito per affrontare tematiche connesse al futuro dell’Europa tra pace, sicurezza e democrazia.
Tra i saggi di Bellini ricordiamo anche Salviamo l’Europa. Otto parole per riscrivere il futuro (Marietti1820, 2024). Nei propri scritti l’autore ha riverberato importanti esperienze di studio, analisi e ricerca condotte in contesti prestigiosi. Infatti, Bellini ha lavorato nella direzione della scuola di affari internazionali di Sciences Po a Parigi, dove si è specializzato in affari europei e diplomazia economica. Inoltre, ha contribuito alla fondazione dell’Académie Notre Europe dell’Istituto Jacques Delors e ha organizzato diverse iniziative di cittadinanza attiva rivolte ai giovani.
Nella prefazione al volume Arancha González (preside della Paris School of International Affairs presso Sciences Po), pone l’accento sui pericoli del mutato contesto geopolitico: “L’Europa, sola e impreparata davanti al cambio di direzione degli Stati Uniti e all’aggressività di Putin, sta imparando un’amara lezione: mai dare per scontate pace e democrazia”.
Come scritto efficacemente da Giuseppe Trapani sulle colonne de Il Riformista, “il titolo stesso del libro – Rendiamoci conto – va letto con attenzione: non è una denuncia gridata ma un invito a prendere coscienza. Ed è proprio in questa consapevolezza che risiede la sua forza più profonda”.
Partendo da queste premesse, Fomiatti anticipa alcuni dei temi e degli argomenti che saranno analizzati nel corso dell’incontro, a partire da una riflessione, necessaria, che si impone sul ruolo del Vecchio Continente: “ L’Europa non deve essere una questione ideologica, ma una sfida concreta per diventare un’entità federale, forte e coesa. Dobbiamo avere l’ambizione di recuperare il nostro ruolo geopolitico, superando le divisioni interne che oggi ci rendono fragili nei rapporti con le grandi potenze”.
Nei pericoli connessi alla frammentazione dell’Europa si inserisce la riflessione di Bellini: “ Noi europei siamo chiamati a una scelta: restare fragili e dipendenti, oppure diventare finalmente più uniti e autonomi, per essere un soggetto capace di incidere e di promuovere e preservare la pace. Più aspettiamo, più alti saranno i costi della nostra frammentazione. Non si tratta di ‘fare la guerra’, ma di avere capacità di deterrenza per non dover più delegare la nostra sicurezza a terzi”.
