Famiglie Arcobaleno, festa e nota polemica: "Prima volta senza patrocinio"
"È un segnale che rende ancora più evidente quanto sia importante muoversi nelle piccole città, per far capire che non bisogna avere paura di realtà come la nostra, perché siamo famiglie come tutte le altre"
La Festa delle Famiglie Arcobaleno ha fatto tappa a Casalmaggiore, unica data lombarda dell’iniziativa nazionale. A causa del maltempo, l’evento è stato trasferito dal parco di via Italia alla scuola media Diotti, mentre il pranzo è stato confermato agli Amici del Po. Una giornata di incontri, attività e confronto iniziata alle 11 del mattino e proseguita fino a sera.
«Casalmaggiore è una realtà di provincia – spiega Moira Meneghin, referente lombarda di Famiglie Arcobaleno – ma per noi, come associazione nazionale, è importante essere presenti anche nei territori provinciali, spesso più nascosti rispetto alle grandi città. È proprio qui che c’è bisogno di sensibilizzare e portare attenzione ai temi che riguardano le nostre famiglie e, più in generale, tutta la comunità LGBT+».
Meneghin ha poi sottolineato un aspetto significativo dell’organizzazione dell’evento: «In dieci anni da iscritta all’associazione è la prima volta che ci capita di non ricevere il patrocinio. È un segnale che rende ancora più evidente quanto sia importante muoversi nelle piccole città, per far capire che non bisogna avere paura di realtà come la nostra, perché siamo famiglie come tutte le altre».
La giornata ha alternato momenti di intrattenimento e approfondimento. «Abbiamo iniziato con i saluti e un piccolo aperitivo – prosegue Meneghin – poi siamo entrati nel vivo con spettacoli dedicati ai bambini. Un altro momento importante è stato il talk sull’educazione e sull’affettività, al quale abbiamo invitato a partecipare anche le scuole del territorio».
Fondamentale, secondo gli organizzatori, il lavoro di rete costruito nei mesi precedenti. «Senza la collaborazione nata sul territorio durante tutta la preparazione dell’evento, questa giornata non sarebbe stata possibile. Per questo voglio ringraziare tutte le realtà che hanno contribuito: Onda Queer, Arcigay, Casalmattori, Cgil, Teatro dei Granelli, Bemolle e l’associazione Mia».