Politica

Gazzuolo, Agosta torna in campo: “Serve una comunità unita”

L’aspirante sindaco, alla guida della civica "Futuro in evoluzione", punta su inclusione, servizi di prossimità e contrasto allo spopolamento. “Il Comune deve tornare a essere la casa del cittadino"

Il Comune di Gazzuolo, Simona Agosta e il simbolo della civica "Futuro in evoluzione"
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Qualora l’esito delle urne dovesse rivelarsi favorevole, per Simona Agosta – aspirante sindaco di Gazzuolo – si tratterà di un ritorno al passato. Un salto indietro di circa 30 anni quando, dal 1994 al 1998, guidò il comune dell’Oglio Po. Un lasso di tempo in cui il contesto sociale e politico è profondamente mutato, così come sono mutate le esigenze, le sfide e le opportunità. Parte proprio da questa consapevolezza il lavoro che ha portato all’elaborazione di una proposta programmatica condivisa con segmenti e rappresentanze trasversali dell’elettorato.

Sullo sfondo, il tema dello spopolamento di centri piccoli come Gazzuolo: “Trent’anni fa il mondo era diverso, allora la sfida era costruire, ora è curare e rigenerare l’esistente per combattere lo spopolamento. Oggi la sfida che sento più mia è l’integrazione e la creazione di una comunità che non lasci indietro nessuno. Ho visto Gazzuolo svuotarsi negli anni”.

Sulle motivazioni di questa ricandidatura, che apre a un possibile rientro alla guida dell’ente a quasi trent’anni dalla conclusione del precedente incarico, un’altra riflessione: “Mi candido perché assieme a un gruppo di persone, unite in “Futuro in evoluzione” abbiamo condiviso l’amore per questo comune. Il commissariamento – argomenta Agosta in riferimento alle fasi più recenti che hanno scandito la scena politica locale e alla vicenda che ha portato alla fine prematura del mandato di Andrea Minari – è una sconfitta. Serve una lista coesa come la nostra, fatta di persone che hanno scelto di esserci e non di riempire caselle”.

Parola d’ordine, inclusione: “Votare per noi significa scegliere una squadra che si mette al servizio della collettività con entusiasmo, che ha saputo integrare culture diverse e pronta a proporre soluzioni vere, pratiche e coraggiose alla difficoltà presenti”.

Concretezza al centro di un programma calibrato per adattarsi a esigenze composite, a partire dai giovani: “Gazzuolo – argomenta – ha bisogno di un centro di socializzazione e svago. Recentemente alcuni ragazzi mi hanno presentato un’idea che rispecchiava un vecchio progetto che avevo, questo mi ha fatto riflettere sul fatto che molte necessità comuni siano rimaste ‘sospese’ da allora”.

Sulle priorità programmatiche per intercettare le necessità di tutti i segmenti della cittadinanza: “Tra le priorità un polo scolastico che accompagni i bambini dal nido alla scuola d’infanzia”. Fondamentali anche i servizi di prossimità: “Ci attiveremo per dare un servizio infermieristico di prelievi, dedicato in particolare agli anziani e ai fragili e ad ogni cittadino che ne abbia la necessità”.

La volontà di rendere sempre più facile l’interazione tra Comune e cittadini è al centro del programma: “Il comune deve tornare ad essere la casa del cittadino con uffici accessibili, pratiche snelle e risposte concrete e celeri”.

Tra i punti del programma, una visione differente sul tema dell’edilizia, con la ristrutturazione degli edifici del centro e il recupero delle case vuote e la valorizzazione di tutto il tessuto associativo, risorsa fondamentale della comunità. Attenzione all’ambiente con la comunità energetica rinnovabile e, in tema di sicurezza, il controllo del territorio con un sistema di videosorveglianza collegato direttamente con le forze dell’ordine.

Infine, uno sguardo al futuro con strade sinergiche da intraprendere, con la fusione intesa come strada percorribile e indispensabile: “E’ una sfida importante. I nostri piccoli comuni, al di sotto dei 3000 abitanti, hanno pochissimi servizi e mal gestiti, purtroppo hanno pochissima voce presso le istituzioni, ad oggi. L’Unione di più comuni è fallita”.

Tra i vantaggi ravvisati della fusione: “Permetterebbe la creazione di un ente unico, con forza amministrativa, politica e territoriale molto più forte”.

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