Al MuVi Daniela Padoan racconta le Madri di Plaza de Mayo
Al MuVi un incontro dedicato alla memoria dei desaparecidos argentini e alla difesa dei valori democratici. Al centro della serata il libro “Le pazze” di Daniela Padoan
Alla Sala Saviola del MuVi martedì 9 giugno alle 21 sarà presentato “Le pazze, un incontro con le madri di Plaza de Mayo”, libro pubblicato da Castelvecchi Editore per la collana Papaveri Rossi. Per l’occasione, interverrà Daniela Padoan, scrittrice, saggista e autrice radiotelevisiva, nonché presidente dell’associazione “Libertà e Giustizia” e fondatrice dell’Osservatorio AntiAutoritarismo.
L’evento è promosso congiuntamente dalla sezione viadanese “Lucia Sarzi” di Anpi e Tavola della Pace Oglio Po, con l’adesione di Unipop“Il pane e le rose”, le Associazioni Mia e Rete Rosa, Soroptimist “Terre dell’Oglio Po”, Circolo Culturale Defendi di Casalmaggiore, Comune di Viadana, Muvi e Fondazione Ponchiroli, a conclusione della mostra “Ritratti di libertà” inaugurata al MuVi il 15 maggio per celebrare la conquista del voto alle donne. Animeranno la serata le testimonianze di Enrico Calamai diplomatico che, all’ epoca del golpe argentino, riuscì a mettere in salvo più di 300 persone e di Bethania Mazarelli, parente di desaparecidos.
“Dopo 50 anni – esordiscono i promotori della serata – ricordiamo il 24 marzo 1976, quando a seguito del golpe in Argentina, si insediò una feroce giunta militare che attuò un piano sistematico di repressione, tortura e sparizione forzata e indiscriminata di studenti e oppositori politici. A sfidare in solitudine una tra le dittature più crudeli del Novecento, furono le Madri dei trentamila desaparecidos: casalinghe cresciute nel rispetto delle autorità costituite, capaci di conquistare la piazza, la Plaza de Mayo, che diede loro il nome, dapprima decise a ritrovare i figli scomparsi ed in seguito a trasformare il dolore abissale per la perdita dei figli nel rifiuto di concedere ai militari il potere di averli uccisi e nella volontà di smascherare al mondo intero la vera natura della dittatura militare.
Oggi, davanti alla crisi delle democrazie e all’ascesa di leader autoritari che attingono lessico, agende e strategie da fascismi e populismi che credevamo relegati alla storia, le loro parole risuonano quanto mai attuali. All’erosione delle garanzie costituzionali, alla compressione dei diritti, all’intimidazione e all’autocensura – ci dicono – ci si abitua giorno dopo giorno, nell’indifferenza generale, fino a quando il prezzo per tornare indietro diventa enorme. È quando il potere ridefinisce la democrazia per legittimare la repressione, che occorre difendere solidarietà, uguaglianza, giustizia, libertà”. L’incontro, ad ingresso gratuito, è aperto a tutta la cittadinanza.