Santa Chiara verso la riapertura: un concerto acustico a settembre come taglio del nastro
Ma i progetti non si fermano qui. Lo sguardo è già rivolto a un obiettivo ben più ambizioso: il recupero dello storico organo custodito nella chiesetta, considerato il più antico della provincia di Cremona
La chiesetta di Santa Chiara si prepara a riaprire le sue porte alla città. Il consiglio di amministrazione della Fondazione Busi ha infatti deciso di finanziare una serie di interventi che consentiranno di restituire l’edificio alla comunità dopo un lungo periodo di inutilizzo.
Fino a una decina di anni fa la chiesa ospitava ancora mostre ed eventi culturali, ma alcune criticità strutturali ne avevano reso impossibile l’utilizzo. I lavori in corso riguardano in particolare il ripristino del pavimento, che presentava diversi tratti sconnessi, oltre alla sistemazione delle porte e di una finestra, interventi indispensabili per garantire nuovamente la piena fruibilità dell’edificio.
Il cantiere non è passato inosservato. Numerosi cittadini, incuriositi dagli operai al lavoro, si sono avvicinati per chiedere informazioni e molti hanno condiviso ricordi personali legati alla chiesetta. C’è chi ha raccontato di essersi sposato proprio tra quelle mura, confermando il forte legame affettivo che i casalesi conservano nei confronti di questo luogo.
L’intenzione della Fondazione è quella di organizzare una riapertura ufficiale nel mese di settembre, quando le temperature saranno più miti. L’evento inaugurale dovrebbe essere accompagnato da un concerto per chitarre dedicato ai Beatles, guidato da Angelo Angiolini, consigliere della Fondazione Busi e musicista.
Ma i progetti non si fermano qui. Lo sguardo è già rivolto a un obiettivo ben più ambizioso: il recupero dello storico organo custodito nella chiesetta, considerato il più antico della provincia di Cremona. Lo strumento, risalente secondo le ricostruzioni intorno al 1620, è stato restaurato l’ultima volta nel 1987. Negli ultimi anni il musicista casalese Riccardo Ronda lo ha suonato occasionalmente per mantenerlo in efficienza, ma oggi necessita di un nuovo intervento. Le prime verifiche lasciano ben sperare: il problema principale sembrerebbe riguardare il mantice più che le canne, un aspetto che potrebbe rendere il restauro meno oneroso rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.
La riapertura della chiesetta rappresenta quindi il primo passo di un percorso che punta a valorizzare uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico di Casalmaggiore, con l’obiettivo di restituirlo stabilmente alla città e alle sue iniziative culturali.