Addio a Mario Massimo Zontini, capitano d’industria e uomo di mondo
In particolare, al fianco di Albertoni, negli anni in cui l’Emiliana Parati aveva aperto i propri mercati al mondo, Zontini contribuì alla diffusione del marchio, accompagnando l’azienda in numerose trasferte internazionali
Era molto conosciuto a Casalmaggiore, anche se da tempo viveva a Parma, Mario Massimo Zontini, morto due giorni fa all’età di 83 anni dopo una grave malattia. A darne l’annuncio sono i nipoti Giovanni, Maria Adelaide, Antonio, Alessandro, Anna, Luca e Monica, insieme alle rispettive famiglie.
Nell’abitazione di via Matteotti, dove è stata allestita la camera ardente, sono arrivati in queste ore amici e conoscenti di una vita. Tra loro anche alcuni volti della vecchia compagnia, quelli che hanno potuto e voluto portare personalmente una stretta di mano e una parola di cordoglio alla famiglia.
A tracciare il ritratto di Zontini è il nipote Giovanni Donzelli, che ne ricorda soprattutto la grande capacità professionale e umana. «Mio zio è stato quello che si può definire un capitano d’industria. Conosceva cinque lingue ed era l’accompagnatore ufficiale di imprenditori come Mauro Saviola di Viadana, Giovanni Albertoni di Vicomoscano e la Bormioli di Parma».
In particolare, al fianco di Albertoni, negli anni in cui l’Emiliana Parati aveva aperto i propri mercati al mondo, Zontini contribuì alla diffusione del marchio, accompagnando l’azienda in numerose trasferte internazionali e ottenendo importanti risultati commerciali.
Viaggi di lavoro che non rinunciavano però a qualche momento di ironia. «Quando entravamo nei grandi ristoranti di quei Paesi – racconta il nipote – gli industriali padani spesso snobbavano il cibo internazionale e pretendevano tortelli di zucca e risotto con la salamella. E Mario riusciva sempre a farli arrivare in tavola».
A Casalmaggiore Zontini aveva costruito nel tempo una fitta rete di amicizie. Tra le persone frequentate anche gli ex sindaci Massimo Araldi e Antonio Gardani, insieme a tanti altri amici con i quali condivideva momenti di convivialità, dalle merende agli Amici del Po e all’Eridanea.
Ma accanto all’uomo d’affari c’era anche una personalità curiosa e colta. La nipote Maria Adelaide Donzelli, ex insegnante, ricorda infatti la sua abilità nella composizione degli haiku, i brevissimi componimenti poetici della tradizione giapponese, alcuni dei quali venivano pubblicati con cadenza mensile su una rivista giapponese.
Un uomo capace dunque di muoversi tra il mondo dell’impresa e quello della cultura, senza perdere il legame con la propria terra e con le amicizie costruite nel corso degli anni.
I funerali di Mario Massimo Zontini saranno celebrati venerdì alle 10 nella chiesa di San Francesco. Al termine della cerimonia il feretro sarà accompagnato a Cremona per il rito della cremazione.
Ros Pis