Cronaca

Maltempo, l’epicentro casalasco tra Piadena e Torre: niente grandine ma vento devastante

Problemi anche alla piazzola ecologica, dove la caduta di alcune piante ha reso l’area inagibile: il servizio resterà pertanto sospeso fino al ripristino delle condizioni di sicurezza

In foto i danni al "Grattacielo" di Piadena Drizzona (video Mauro Pozzi)

Il maltempo ha colpito duramente la zona compresa tra Cremona e Casalmaggiore, con particolare intensità nel Piadenese. Se San Giovanni in Croce è stata risparmiata, dopo essere già stata interessata per due volte dagli eventi meteo tra giugno e luglio, così come Casalmaggiore, ben diversa è stata la situazione tra Piadena Drizzona e Torre de’ Picenardi.

A Piadena Drizzona il protagonista è stato soprattutto il vento, fortissimo, mentre non si sono registrati fenomeni di grandine né particolari precipitazioni, come invece accaduto nel Cremonese. Le raffiche hanno divelto antenne e provocato danni ai tetti, con tegole sollevate e materiale isolante, tra cui lana di vetro, finito anche sulle strade.

Numerosi anche gli alberi caduti, che in alcuni casi hanno reso difficoltoso o impedito il passaggio lungo alcune strade. Un palo dell’illuminazione è stato abbattuto al campo sportivo, mentre si registrano anche danni alla nuova sede della Protezione civile, che avrebbe dovuto essere inaugurata sabato 5 settembre. Particolarmente pesante la situazione al cosiddetto “Grattacielo”, all’ingresso del paese, dove una parte della copertura è stata scoperchiata dalla furia del vento.

Problemi anche alla piazzola ecologica, dove la caduta di alcune piante ha reso l’area inagibile: il servizio resterà pertanto sospeso fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Fortunatamente non ha riportato danni il palazzetto dello sport, già pesantemente colpito in passato e interessato da due eventi atmosferici particolarmente violenti nell’arco di appena tre anni.

Ancora più pesanti le conseguenze a Torre de’ Picenardi, dove sono bastati circa cinque minuti di autentica follia meteorologica per lasciare il segno. A pagare il prezzo più alto sono state soprattutto alcune vecchie cascine, mentre detriti e materiali sono stati disseminati in diverse zone del paese.

Terminata la fase più intensa della perturbazione, è subito iniziato il lavoro di ripristino. Numerosi cittadini si sono messi all’opera per spazzare e ripulire davanti alle proprie abitazioni, contribuendo così a riportare rapidamente strade e spazi pubblici alla normalità.

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