Cronaca

Maltempo, 1.318 chiamate ai Vigili del Fuoco: ancora 220 interventi in coda

Preziosa anche la collaborazione del personale dell'Esercito, intervenuto in alcuni casi nelle attività di rimozione degli alberi

La sala operativa di Cremona dei Vigili del Fuoco

A una settimana dal violento evento meteorologico che nel pomeriggio di venerdì 28 agosto ha colpito il Cremonese, il lavoro dei Vigili del Fuoco non è ancora terminato. In questi giorni tutto il personale del Comando provinciale di Cremona è stato impegnato in una lunga serie di interventi necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza sul territorio.

I numeri restituiscono la dimensione dell’emergenza: dalle 16.30 del 28 agosto alle 7 di questa mattina, il servizio di emergenza Nue 112 ha ricevuto 1.318 chiamate. Complessivamente sono stati effettuati 468 interventi, concentrati soprattutto sulle situazioni di pericolo provocate dal forte vento.

Le squadre sono intervenute per verificare la stabilità di edifici e strutture, rimuovere parti pericolanti dai tetti, mettere in sicurezza tegole, abbaini e coperture e rimuovere alberi caduti sulla pubblica via o rimasti appoggiati a edifici pubblici e privati. Una parte significativa degli interventi ha riguardato inoltre le scuole, con l’obiettivo di consentirne la riapertura in sicurezza.

L’emergenza, tuttavia, non è ancora completamente rientrata. Restano in coda circa 220 chiamate, delle quali una sessantina relative ad alberi pericolanti o appoggiati a edifici. Altre 160 richieste riguardano invece verifiche di stabilità, messe in sicurezza di elementi pericolanti e controlli sulle coperture dei tetti.

Per fronteggiare l’enorme mole di lavoro, il personale del Comando di Cremona è stato integrato con squadre provenienti da Torino, Bologna, Pavia, Lodi, Milano, Varese, Mantova, Brescia, Bergamo, Monza, Sondrio e dalla Direzione regionale Lombardia. Sono state così potenziate anche le squadre specializzate SAF, GOS e SAPR, impegnate nei lavori in quota, nelle valutazioni speditive attraverso i droni e nella rimozione delle parti ancora danneggiate.

Preziosa, infine, anche la collaborazione del personale dell’Esercito, intervenuto in alcuni casi nelle attività di rimozione degli alberi.

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