“Prima della Guerra”, il film girato a Piadena, trionfa alla Settimana della Critica di Venezia
Prima della guerra segue la storia di Guido, poco più che ventenne, cresciuto in un contesto dominato dalla violenza e dal razzismo. La sua vita cambia con l'incontro con Sonia, una giovane immigrata kosovara
Piadena Drizzona trionfa a Venezia: proprio così. E’ Prima della guerra, opera prima del piadense Tommaso Usberti, il film che conquista il riconoscimento più importante della 41ª Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Il lungometraggio italiano, realizzato in coproduzione con la Francia, si aggiudica infatti il Gran Premio IWONDERFULL per il miglior film, ottenendo anche il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore.
La giuria internazionale, formata dalla regista francese Chloé Barreau, dalla produttrice ungherese Júlia Berkes e dalla scrittrice e curatrice culturale Caterina Mazzucato, ha premiato il film per «la sua regia intensa e vibrante», per la forza interpretativa del protagonista e per la cura della messa in scena. Nella motivazione viene sottolineata anche la capacità dell’opera di affrontare questioni di grande attualità, dalla mascolinità tossica alla solitudine dell’individuo, passando per il desiderio e la sua impossibilità.
Ambientato nella pianura padana (e in particolare proprio a Piadena Drizzona, con diverse scene girate durante la Fiera Settembrina del 2024), Prima della guerra segue la storia di Guido, poco più che ventenne, cresciuto in un contesto dominato dalla violenza e dal razzismo. La sua vita cambia con l’incontro con Sonia, una giovane immigrata kosovara. Un rapporto che diventa il centro di una storia sospesa tra tensione, solitudine e ricerca di un possibile riscatto.
Nel cast figurano Piero Usberti, Luàna Bajrami, Massimiliano Balduzzi, Sebastien Halnaut e Cisky Capizzi.
Il film porta a casa anche il riconoscimento dedicato alla produzione, il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore, assegnato per la capacità di raccontare, con risorse limitate, «un’Italia degli ultimi» attraverso un equilibrio tra realismo e magia, violenza e tenerezza, romanticismo e razzismo. Tenendo conto della gestazione piuttosto lunga del film, si può dire che sia assolutamente valsa la pena aspettare.