Ricordare è un dovere: una targa per celebrare gli I.M.I.
La memoria degli Internati Militari Italiani passa da una nuova targa che sarà posata a Casalmaggiore grazie all’iniziativa dai Rotary Club Piadena Oglio Chiese, Casalmaggiore Viadana Sabbioneta e Casalmaggiore Oglio Po
Chi tornava a casa dopo anni di prigionia e di stenti, spesso non aveva neanche il coraggio o la forza o la voce per raccontare, e il silenzio durò a lungo: forse è anche per questo che la storia di circa 600mila soldati italiani internati nei campi di lavoro nazisti (ma anche angloamericani) non ha mai trovato abbastanza spazio nei libri e nella memoria collettiva politica e sociale. Se ne squarciano le vicende e la portata solo da pochi decenni a questa parte, dopo 80 anni trascorsi da quei fatti.
Uno che sta dedicando letteralmente la vita agli I.M.I. (Internati Militari Italiani) è Ugo Lazzarini, casalasco dal cuore grande e figlio di Walter, uno di quegli uomini che scelse la dignità invece della facile fuga dalla fame e dalle torture fra i reticolati tedeschi: internati, poterono nel 1943 e nel 44 decidere di lasciare la prigionia, gli stenti, l’orrore in cambio dell’adesione all’esercito della Repubblica di Salò, ma quasi l’80% disse No. Sollecitato dalla lettura del volume del prof. Guido Sanfilippo “La Resistenza Oscura” edito dalla Biblioteca Mortara nel 2005, Lazzarini ha iniziato un percorso di ricerca e scoperta, che negli anni si è dipanato, allargato, continuamente approfondito.
Un onere e un onore: ogni volta che faticosamente riesce a reperire documenti e testimonianze (non facile né gratuito accedere agli Archivi di Stato…), Lazzarini contatta le famiglie e fa pervenire lettere, atti, ricordi, a completamento di una vita di ciascuno di quegli uomini che sono stati eroi. Scava nel passato e porta alla luce la dignità di tanti esempi di virtù. Sono 365 quelli già individuati con precisione nel territorio casalasco piadenese, ma almeno altrettanti attendono di essere riscattati dal tempo, premiati con una medaglia d’onore, ricordati.
Lazzarini ha potuto descrivere la sua ricerca e la sua metodologia di lavoro durante la serata del 5 ottobre, organizzata dai Rotary Club Piadena Oglio Chiese, Casalmaggiore Viadana Sabbioneta e Casalmaggiore Oglio Po presso l’Auditorium della Parrocchia di Santo Stefano, gremito. I tre presidenti Francesco Fabozzi, Giancarlo Belluzzi e Daniel Damia hanno introdotto l’ospite e il correlatore, il prof. Stefano Prandini, che ha inquadrato il periodo storico con coinvolgimento e passione, ricordando anche la collaborazione che con Lazzarini si era già instaurata durante l’organizzazione della mostra “Il coraggio di dire No” esposta presso la biblioteca di Casalmaggiore lo scorso autunno, e i cui risultati sono tuttora reperibili online.
“Dobbiamo custodire la memoria di uomini che scelsero la dignità come atto collettivo di resistenza, e dobbiamo trasmetterla alle nuove generazioni come impegno anche per il presente”: con queste parole Fabozzi ha annunciato che i tre Club Rotary hanno fatto realizzare e a breve faranno posare una targa in ricordo degli I.M.I. nei pressi della Torre dell’Acquedotto di Casalmaggiore. “Anche mio zio paterno fu un internato -ha proseguito il presidente RC POC – e anche per questo mi sento particolarmente coinvolto dal lavoro di Lazzarini, che riporta alla giusta visibilità una questione umana per anni negletta e dimenticata, ma profondamente eroica”.
Durante la successiva cena conviviale, l’argomento è stato ulteriormente approfondito da Lazzarini e Prandini grazie agli interventi, fra gli altri, di Vanni Raineri, Letizia Frigerio e Sebastiano Fortugno.
lf