Cronaca

Il Ministero ha deciso: il punto nascite dell'Oglio Po deve chiudere entro il 2017

Il Ministero con una dimissionaria Beatrice Lorenzin ha respinto le richieste di deroga per Broni e Stradella (PV) 457, Piario (BG) 424, e appunto Casalmaggiore, 401 nascite.

CASALMAGGIORE – Nasceremo a Guastalla, o a Parma. Se va bene ad Asola restando in regione. A spese di Regione Lombardia, e del contribuente. Chiude il Punto Nascite dell’Oglio Po. La tegola arriva direttamente da Roma, dove il Ministero con una dimissionaria Beatrice Lorenzin ha respinto le richieste di deroga per Broni e Stradella (PV) 457, Piario (BG) 424, e appunto Casalmaggiore, 401 nascite. Delle richieste di deroga salvati (grazie ad accordi con altre strutture territoriali che fanno superare la fatidica soglia delle 500 nascite o grazie alla constatazione delle difficoltà di raggiungere altre strutture) Iseo, Vigevano e Chiavenna. Lapidaria la risposta del Comitato percorso nascite nazionale secondo il quale “Le deroghe sono da accogliere per le situazioni di disagio orografico documentato dalla distanza di un’ora anche a condizioni ottimali tra molti comuni del bacino e gli ospedali alternativi”. Cala così momentaneamente il sipario sui tentativi di salvataggio del punto nascite del nosocomio casalasco. A darne notizia stamattina anche il Corriere della Sera. La patata bollente passa ora all’Assessore Regionale Giulio Gallera che dovrà predisporre un piano di dismissione da attuarsi nel 2017, insieme ad un potenziamento delle strutture alternative (per Casalmaggiore il Punto Nascite di Cremona). Non si nascerà più a Casalmaggiore, così ha deciso Roma, che ha sancito che la norma deve essere applicata e alla Regione ora non resta che adeguarsi o prepararsi a combattere una battaglia con poche chanches di essere portata a buon fine. Uno smacco per tutto il territorio. Ora via alle litanie delle responsabilità. Intanto ad Ondoli di Angera, una delle strutture che chiuderà, è scoppiata la protesta palese. Sono state le mamme ad occupare il reparto e continueranno a farlo ad oltranza. Resta il dubbio del parere del Ministero che ‘dovrebbe’ essere solo consultivo, secondo quanto prevede la normativa. Ma con una lapide come quella posta a livello nazionale, è utile stare con i piedi per terra. Qualche possibilità di manovra c’è: alla politica adesso cercare di capire se vi può essere una strada, seppur tortuosa, per provare ad invertire la rotta.

Nazzareno Condina

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