Gussola, progetto pilota: limato
"pennello" per riempire la golena
Un intervento (“per il miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica nel tratto arginato del fiume Po”) come ne verranno fatti lungo tutto il corso del Po, anche sull’onda dell’esperienza di questo progetto pilota, il cui importo lavori è di un milione e 162mila euro.
L’emergenza siccità ha riportato i temi ambientali legati al fiume Po al centro dell’interesse di territori che, sia pur lambiti dal Grande Fiume, lo consideravano più una scocciatura che altro.
I fondi del Pnrr, e le difficoltà italiane ad intercettarli, sono argomenti di stretta attualità. Ebbene, ben 357 milioni di fondi europei sono destinati al progetto di rinaturazione dell’area del Po: l’accordo tra il Ministero per la Transizione Ecologica e le 4 regioni interessate è stato firmato nell’ottobre 2021, mentre il programma di azione è stato predisposto nell’estate successiva da Autorità di Bacino e Aipo. Tra gli obiettivi c’è anche un miglior utilizzo della riserva idrica. Tra gli interventi previsti anche l’adeguamento dei pennelli di navigazione, che in genere verranno abbassati per facilitare l’ingresso in golena dell’acqua in occasione delle piene.
Proprio in questi giorni è in corso un primo intervento pilota sui pennelli: si tratta del manufatto che consente di salire sull’isola Maria Luigia, il cui territorio è diviso tra Gussola e Martignana di Po. In questo periodo è possibile salire sull’isola anche attraverso il canale interno, ma nei tempi di acqua alta è necessario utilizzare il pennello, una sorta di continuazione della via alzaia che consente di arrivare all’isola. Con l’abbassamento l’isola, questa come altre, diventerà tale, quindi per arrivarci servirà una barca.

Il pennello si trova in territorio di Gussola. Sentiamo il sindaco Stefano Belli Franzini: «Si tratta di un progetto pilota realizzato da Aipo e Autorità di Bacino utilizzando non ancora i fondi del Pnrr ma i fondi Fsc del ministero. Si vedrà il funzionamento dell’opera, che è quasi conclusa. Poi ci sarà l’intervento di rinaturazione sull’isola e nell’area attorno. È vero, in questo modo diventerà un’isola vera e propria per parte dell’anno: l’abbassamento del pennello consentirà di far tracimare l’acqua senza che attenda di confluire all’interno dell’isola oltrepassando la punta dell’isola a valle».
Un intervento (“per il miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica nel tratto arginato del fiume Po”) come ne verranno fatti lungo tutto il corso del Po, anche sull’onda dell’esperienza di questo progetto pilota, il cui importo lavori è di un milione e 162mila euro.
Per consentire l’arrivo in zona dei mezzi pesanti, è anche stata realizzata una strada ovviamente in sterrato che dalla zona Valloni raggiunge il pennello. Comoda anche per auto e fuoristrada che purtroppo ne approfittano per raggiungere l’isola, un’oasi del tutto naturale affascinante e ricca di animali, che non necessita certo una presenza così ingombrante dell’uomo.
Tornando al Pnrr, il progetto di rinaturazione da 357 milioni è uno degli importanti impegni previsti. Si tratta di un investimento che interesserà l’intero bacino del fiume in cui ricadono, fra l’altro, 37 Siti Natura 2000 e la Riserva Mab Po Grande. È un intervento di grande impatto per il miglioramento dell’ecosistema fluviale, della navigazione, della sicurezza e della qualità della vita per chi vive in quelle zone o le visita come turista.

L’eccessiva “canalizzazione” dell’alveo e il consumo di suolo, che ha visto negli ultimi 50 anni una significativa perdita di aree di esondazione naturale con la riduzione dei servizi ecosistemici, hanno aumentato il rischio idrogeologico e la frammentazione degli habitat naturali. È quindi indispensabile avviare una diffusa azione di rinaturazione lungo tutta l’area per riattivare i processi naturali e favorire il recupero della connettività longitudinale e trasversale del grande fiume.
Il progetto, con il coinvolgimento dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po, prevede, fra le numerose azioni, la rinaturazione di 37 aree lungo il suo corso più altre 7 nel Delta del Po, con 5 tipologie di interventi: riqualificazione, riattivazione e riapertura di lanche e rami abbandonati; riduzione dell’artificialità dell’alveo e in particolare l’adeguamento dei pennelli; riforestazione diffusa naturalistica; contenimento di specie vegetali alloctone invasive.
Nel programma si parla di progetto partecipato, coinvolgendo le comunità locali. Ha l’impressione che si stia andando in questa direzione? «Due settimane fa – risponde Belli Franzini – abbiamo fatto un incontro a Cremona. Ci sono state videoconferenze, ma spero ci saranno incontri con le realtà locali nei singoli territori, per favorire suggerimenti, e questa è l’intenzione manifestata. Dobbiamo capire tempistiche e tipo di interventi: negli uffici comunali non abbiamo ingegneri ambientali, serve tempo per informarsi e fare eventuali osservazioni».
Chiudiamo sulla siccità: «Il tema dell’acqua è la sfida di domani: i segnali che ci arrivano disegnano una situazione in cui si alternano lunghi periodi senza pioggia ad eventi atmosferici estremi che riversano l’acqua addirittura di mesi. I temi principali devono essere la sicurezza idraulica e il dissesto idrogeologico, che non riguarda solo le aree montuose. Servono vasche di laminazione e bacini di stoccaggio dell’acqua per affrontare la siccità. Si possono fare progetti comuni su larga scala per non far soffrire il territorio».
V.R.