Settant’anni dopo, un volume
sulla Scuola-Città di Casalmaggiore
Un progetto editoriale per ricostruire la genesi, lo sviluppo e l’evoluzione di un’esperienza educativa d’avanguardia. “Scuola-Città di Casalmaggiore. Storia di un esperimento didattico” è la sintesi di un lungo lavoro di ricerca e approfondimento condotto da Massimo Bondioli.
L’autore, per la prima volta – a distanza di settant’anni dalla sperimentazione di una scuola capace di aprirsi alla città, costruendo relazioni vive tra educazione e vita sociale – ricostruisce tutte le tappe di un laboratorio pedagogico all’avanguardia intrapreso a Casalmaggiore a partire dal Secondo Dopoguerra. Un approccio radicalmente nuovo e innovativo, che si è protratto tra l’anno scolastico 1947/48 e il 1955/1956. In quell’arco di tempo è racchiuso un esperimento che rappresenta uno dei più longevi casi di esperienza di scuola attiva in Italia.
“Subito dopo la Liberazione, in una Casalmaggiore profondamente provata dalla guerra – esordisce Bondioli – alcuni educatori ed educatrici si interrogarono su come affrontare il rinnovamento della scuola in un Paese libero e avviato alla democrazia. Lo sguardo di quei pionieri si volse verso le esperienze dell’attivismo pedagogico, e in particolare a Scuola-Città Pestalozzi, fondata a Firenze nel 1945 da Ernesto Codignola, uno dei massimi pedagogisti italiani del secolo scorso.
Nell’arco di un paio d’anni si avviò, nella sezione mista della scuola elementare di Casalmaggiore, un esperimento didattico che prese il nome di Scuola-Città, ricalcando il modello fiorentino, e che durò dal 1947 al 1956. Fu uno dei più interessanti esperimenti di scuola attiva realizzati in Italia. Il tutto partendo dal concetto pedagogico che vedeva il bambino, lo studente, protagonista attivo del proprio percorso formativo”.
I principi di base erano il coinvolgimento attivo degli alunni nell’apprendimento, l’autodisciplina, l’apertura della scuola all’ambiente esterno. Il funzionamento era basato sull’autogoverno dei ragazzi, che eleggevano un loro sindaco, gli assessori e un tribunale, amministrando la scuola come se fosse una piccola città; il tempo scuola era esteso al pomeriggio e agli alunni veniva fornito gratuitamente il servizio mensa e un servizio di medicina scolastica; ampio spazio era dato alle attività manuali e creative: educazione musicale, teatro, pittura, plastica, falegnameria, ricamo; vennero introdotti l’insegnamento della lingua francese, la corrispondenza interscolastica, le ricerche d’ambiente, la stampa di un giornalino, ecc.
“Si tratta –prosegue l’autore di questo studio, frutto dell’intreccio tra documenti d’archivio, testimonianze e riflessioni contemporanee – di un lavoro di consultazione durato almeno due anni, condotto in maniera meticolosa. Il grosso del materiale proviene dall’Archivio dell’Istituto Comprensivo Marconi, l’erede della scuola elementare di via Vaghi. Altre informazioni sono state reperite all’Ufficio Scolastico Territoriale, all’Archivio di Stato, all’Archivio della Normale di Pisa e al Fondo Codignola a Firenze. Inoltre, ho sfogliato decine e decine di quotidiani e periodici del tempo per recuperare i vari articoli”.
“Scuola-Città di Casalmaggiore – continua Bondioli – fu una delle poche realtà italiane a far parte della Federazione Internazionale delle Comunità di Ragazzi, fondata nel 1948 in Svizzera sotto l’egida dell’UNESCO”. Nelle pagine del volume, anche le testimonianze di alcuni ex alunni interpellati dall’autore: il loro è un ricordo, ancora nitido, che restituisce, molti anni dopo, la dimensione unica dell’esperienza formativa ed educativa vissuta al tempo. Nella ricostruzione di questa parabola, anche l’avvincente e travagliata storia di questo esperimento, che per il suo carattere laico e innovativo incontrò ostacoli e opposizioni di ogni tipo.
Tra i protagonisti di quell’esperienza, vanno citati il maestro Umberto Aroldi, la maestra e direttrice Teresa Bertolazzi, la direttrice didattica Maria Grasso Denti, i maestri Cristoforo Marcocchi, Giuseppe Castagnoli, Andreina Bianchi, Maria Federici Visioli e Regina Ramponi, di cui si ricostruisce ampiamente l’attività in campo scolastico ed extrascolastico.
La pubblicazione è arricchita dalla prefazione del prof. Matteo Morandi e riporta in appendice l’inedito carteggio con Codignola, diversi scritti e documenti, le interviste e, infine, una rassegna fotografica. Il volume, pubblicato dalla Biblioteca Civica A.E. Mortara, sarà stampato solo al raggiungimento di 50 prenotazioni; il costo dell’opera è di 20 euro. Le prenotazioni sono aperte fino al 20 settembre 2025. Per prenotare il volume è possibile rivolgersi alla Biblioteca civica di Casalmaggiore (tel. 0375 43682; e-mail biblioteca@comune.casalmaggiore.cr.it).
Massimo Bondioli ha abitato per oltre quarant’anni a Piadena dove ha svolto la professione di insegnante di scuola primaria. È autore della più completa biografia del maestro piadenese Mario Lodi, “Mario Lodi e Piadena. Una vita tra educazione e impegno in un microcosmo padano”, 2022, di ricerche storiche e di scritti sul Convitto Scuola della Rinascita di Cremona, su don Lorenzo Milani, Gianni Bosio e Giuseppe Morandi. Tra le pubblicazioni annovera inoltre diverse raccolte poetiche. Collabora all’organizzazione di eventi culturali e con la Biblioteca comunale di Piadena Drizzona per la quale cura l’annuale rassegna Strappi poetici.
Matteo Morandi è ricercatore di Storia della pedagogia e dell’educazione all’Università di Pavia, dove insegna anche Pedagogia generale e sociale. Tra le sue pubblicazioni: Cremona civilissima. Storia di una politica scolastica (1860-1911), 2013; La scuola secondaria in Italia. Ordinamento e programmi dal 1859 ad oggi, 2014; Valutazione scolastica. Il concetto, la storia, la norma, 2018 (con M. Ferrari e M. Falanga); La scuola inclusiva dalla Costituzione a oggi. Riflessioni tra pedagogia e diritto, (con M. Ferrari e G. Matucci); Bambini per un anno. Immagini d’infanzia a Cremona fra Ottocento e Novecento, 2019; La fucina dei professori. Storia della formazione docente in Italia dal Risorgimento a oggi, 2021.
L.C.