Rapinatrice 75enne ludopatica:
"Capace di intendere e volere"
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La donna di Gussola, di 75 anni, affetta da grave ludopatia, che nei mesi scorsi aveva messo a segno tre diverse rapine tra banca, negozi e bar del Casalasco per riuscire a reperire i soldi da giocare alle slot machine (o, seconda versione, per essere fermata dalle forze dell’ordine e riuscire così a mettere un freno alla sua fame di gioco), è capace di intendere e volere.
Lo ha stabilito ufficialmente la perizia psichiatrica depositata in Tribunale a Cremona dal consulente Sergio Luca Monchieri, il quale ha spiegato che, nonostante la grave forma di ludopatia, la donna ha comunque avuto la possibilità di scegliere le sue mosse e come agire all’interno del campo “del giudizio”. E’ questo un aggiornamento significativo che arriva all’interno delle tappe di un processo che il 20 novembre, sempre a Cremona, dovrebbe andare a sentenza.

Ricordiamo che la 75enne, difesa dall’avvocato Mimma Aiello, si era resa protagonista di una rapina in banca a Gussola, a una estetista di Vicobellignano e ad un bar di Casalmaggiore. In tutte e tre le occasioni aveva minacciato di lanciare dell’acido contenuto in una bottiglietta, che però probabilmente all’interno aveva soltanto acqua, e aveva ottenuto contanti nelle prime due rapine.
Giovanni Gardani