Cronaca

Piero torna a casa: commozione
per Nembi, morto nel 1945

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  1. Riposerà per sempre accanto alla moglie e al figlio, che in vita vide soltanto una volta, il Caporalmaggiore del 18° Reggimento della Fanteria divisione Acqui Piero Nembi. La sua storia è simile a quella dell’Alpino Ettore Favagrossa, uno degli IMI, anche se Nembi, originario di Martignana di Po, morì alla fine della guerra, per la precisione il 3 agosto 1945, a causa degli stenti patiti nel campo di prigionia in Polonia, dopo essere stato curato – invano – nell’ospedale di Lublino.

Le spoglie di Nembi, nato il 19 giugno 1912, sono tornate sul suolo italiano giovedì pomeriggio alle ore 15 con una breve celebrazione presso il Comando Carabinieri all’aeroporto di Malpensa con il Generale dell’Esercito Carmine Sepe che ha firmato il decreto. Sabato alle ore 15 in San Francesco le esequie e poi la tumulazione al cimitero di Casalmaggiore.

Sin qui Nembi aveva sempre riposato nel cimitero di Bielany Varsavia, il camposanto dei militari italiani caduti in guerra. Il nipote Piero Nembi, che porta il nome del nonno ed è l’unico parente in vita, è rimasto a lungo combattuto se lasciarlo in quel cimitero, che onora tutti i Caduti italiani, oppure se riportarlo a casa. Alla fine ha optato per la seconda ipotesi, volendo ricongiungere prima di tutto un marito a sua moglie e al figlio, visto una sola volta in tenera età durante l’unico congedo concesso.

Piero Nembri peraltro figura nel libro dei Caduti di Martignana ed è il motivo per cui alla cerimonia di sabato parteciperanno sia il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni che quello di Martignana Alessandro Gozzi. In un secondo momento, nelle prossime settimane, potrebbe tenersi una seconda commemorazione da parte della Divisione Acqui di Cremona.

Giovanni Gardani 

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