Cronaca

La Carovana della Pace fa tappa
a Bozzolo ricordando don Mazzolari

“Peace at Work” ha unito cittadini, istituzioni e associazioni in un momento di dialogo sul legame tra pace, lavoro e giustizia sociale, nel segno dell'eredità di don Primo Mazzolari.

"Peace at work": la bandiera della pace a Bozzolo

“Peace at Work – L’Italia del lavoro costruisce la pace”, tappa bozzolese della Carovana della Pace, ha lasciato in dote ai tanti partecipanti messaggi importanti, voci ed esempi che, dal passato, si riflettono nella complessità dell’oggi.

Un presente che iniziative come quella promossa dalle ACLI di Cremona e Mantova cercano di interpretare, leggere, sondare, capire. La presenza di cittadini, amministratori ed esponenti di associazioni del territorio che operano nel sociale e nel Terzo Settore è stata il termometro, anche nel Comprensorio Oglio Po, della necessità e della voglia di approfondire l’intreccio tra pace, lavoro e giustizia sociale.

Una sensibilità peraltro condivisa tra tutti i centri coinvolti nell’iniziativa itinerante promossa dalle ACLI. Il percorso, che prevede oltre 60 tappe in altrettante città, coinvolgendo comunità e realtà sociali lungo tutto il Paese, si concluderà il 15 dicembre 2025 a Strasburgo, con una tappa straordinaria durante la quale sarà consegnato un appello ufficiale alle istituzioni europee.

LA TAPPA BOZZOLESE DELL’INIZIATIVA ACLI

Mentre a livello internazionale si registra una congiuntura di incertezze, conflitti e tensioni sempre crescente, le comunità locali cercano soluzioni, impostano momenti di sensibilizzazione, dialogo e confronto. È successo a Bozzolo, nella Chiesa di San Pietro Apostolo, negli spazi dove, per molto tempo, risuonò la voce di don Primo Mazzolari. Pierangelo Milanesi, vicepresidente delle ACLI, ha rimarcato la connessione di un luogo di culto simbolo di impegno civile e spirituale.

“La figura di don Primo, riconosciuta universalmente per la sua visione profetica e per il suo impegno a favore della dignità umana, è stata richiamata come punto di riferimento fondamentale per riflettere sul valore sociale del lavoro e sulla responsabilità personale nella costruzione della pace. Il suo messaggio, ancora oggi attuale, invita a non rimanere indifferenti di fronte alle ingiustizie e a considerare il lavoro non solo come mezzo di sostentamento, ma come strumento di promozione della persona e della comunità”.

Impossibilitato a essere presente, don Bruno Bignami, parroco di Cremona e direttore dell’Ufficio Nazionale CEI, ha portato ai presenti un messaggio di alto profilo, citando proprio don Mazzolari:
“La pace e il lavoro sono due facce della stessa responsabilità sociale: il rispetto della dignità della persona si esprime sia nella costruzione di condizioni di lavoro giuste, sia nella ricerca della concordia fra tutti”.

L’immensa bandiera della pace che ha ricoperto la piazza antistante la chiesa è stata uno dei momenti più emozionanti dell’evento di domenica 23 novembre. “La bandiera, sostenuta dalle mani di adulti, giovani e bambini – ha sottolineato Valeria Patelli, presidente provinciale ACLI di Cremona – ha rappresentato l’immagine concreta di una comunità unita, capace di ritrovarsi attorno ai valori condivisi del dialogo, della solidarietà e della nonviolenza”.

L’ECO DEL MESSAGGIO MAZZOLARIANO

La riflessione del Vescovo Mons. Antonio Napolioni ha catturato l’essenza dell’iniziativa, intreccio di ambiti eterogenei: “Si è trattato di un pomeriggio che ha toccato più dimensioni: una cerniera tra la piazza e la chiesa, tra il mondo del lavoro e il tempo della preghiera, tra la società civile e la comunità ecclesiale”.

La risposta della società civile ha dimostrato che l’eco del messaggio mazzolariano risuona ancora nitidamente e non ha perso nulla della propria forza risultando ancora oggi proiettato alla contemporaneità del presente e improntato ad uno scenario futuro potenzialmente migliore sotto diversi aspetti.

“Il suo insegnamento, basato su ascolto, accoglienza e fraternità – hanno concluso i fautori dell’appuntamento – rimane una guida preziosa per affrontare le sfide del presente. L’iniziativa della Carovana della Pace si inserisce in un percorso più ampio, volto a offrire occasioni di riflessione, dialogo e impegno attivo, affinché ciascuno possa sentirsi parte di un processo collettivo di costruzione di giustizia e armonia sociale“.

Il furgone di Peace at Work, in viaggio per la pace

L.C. (video Alessandro Osti)

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