Tangenziale, anno zero:
"Territorio ci spinga"
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Tangenziale di Casalmaggiore, anno zero. Non c’è ancora un progetto, al momento non ci sono risorse, l’inserimento dell’opera nell’accordo tra Ministero e Regione non è ancora avvenuto ad oggi. E allora perché sperare? Perché, per dirla col vicepresidente della Provincia di Cremona, Luciano Toscani, occorre essere ottimisti e perché solo unendo le forze si può spingere per far salire il territorio su un treno storico. Della serie: ora o mai più. E’ questo quanto emerso dall’incontro pubblico in Auditorium Santa Croce venerdì sera.
“Due cose importanti sono già state ottenuto – spiega Roberto Mariani, presidente della Provincia di Cremona -. La prima è che la tangenziale di Casalmaggiore viene staccata come opera compensativa della Tibre. Secondo punto, non di poco conto, la proposta di realizzazione della tangenziale di Casalmaggiore è inserita nella modifica del contratto di programma che la Regione Lombardia ha mandato al Ministero e che viene aggiornato tutti gli anni da parte del Ministero delle Infrastrutture. Quindi verrà inserito entro la fine dell’anno. ANAS ha già le risorse a disposizione per la progettazione dell’opera”.
“La serata è per invitare la popolazione – spiega il sindaco Filippo Bongiovanni, che ha ringraziato l’onorevole Silvana Comaroli per avere contribuito agli incontri romani e la Provincia di Cremona per avere organizzato l’incontro in Auditorium – ancora una volta a essere presente, a informarsi, a farsi anche sentire, perché effettivamente oggi la tangenziale è finalmente nell’agenda degli enti più importanti ed è la prima volta da 11 anni che sono sindaco che Comune, Provincia e Regione remano veramente tutti dalla stessa parte”.
“È un’opera di discreta complessità – ha spiegato Giulio Biroli, dirigente del settore Viabilità in Provincia – che ha una lunghezza di oltre 8 chilometri, prevede un sovrappasso alla linea ferroviaria e quindi ha un impatto sul territorio che va assolutamente attenzionato e sviluppato, approfondito”.
L’ingegnere Pierangelo Cavalca ha presentato il progetto dal quale si parte, che poi ANAS rivedrà e riscriverà una volta che prenderà in mano la partita. Da Toscani l’invito a sviluppare questa “fase embrionale, perché la strada è lunga ma non abbiamo altre chance a parte questa: se il territorio resta unito, possiamo fare finalmente valere la nostra voce. Dobbiamo guardare al futuro e non interrogarci sul passato, perché la partita è adesso”.
Dal pubblico gli interventi dei consiglieri regionali Marcello Ventura, Matteo Piloni e Riccardo Vitari, . “Ogni morto o ferito è una sconfitta – spiega Vitari – e quando ci sono incidenti il vostro sindaco è tra i primi a informarmi: sono la prova che qualcosa deve cambiare”. “Dalla Regione c’è massima apertura – ha detto Ventura – e finalmente sembrano esserci le condizioni, con l’assessore Terzi che ha evidenziato la priorità dell’opera”. “Da quando sono in Regione – ha rimarcato Piloni – la tangenziale casalasca è nella mia agenda e più volte ne ho rimarcato l’importanza. Ora siamo a un punto di svolta”.
A prendere la parola anche l’ex consigliere comunale Pierluigi Pasotto, il quale ha parlato di “un cambio di passo positivo, anche nel metodo, perché una serata informativa come questa, anche soltanto per dare conto dello stato dell’arte, non c’era mai stata. I cittadini la loro parte la faranno, ma come è sempre stato sui temi che stanno a cuore alla comunità”.
La consigliere Anna Maria Piccinelli , che ha esposto assieme a Movimento Vivace e Sostenibile lo striscione in ricordo delle vittime dell’Asolana, ha tirato le orecchie a “chi c’era prima in Provincia e doveva rappresentare il Casalasco: l’amministrazione Mariani è arrivata a un risultato che in precedenza non era stato nemmeno sfiorato e tutto questo nel giro di poco più di un anno”.
Dal Presidente del Comitato Treno Ponte Tangenziale Paolo Antonini un intervento accorato: “Nel 1995 assieme ad Angiolini sottolineavamo come la strada della Tibre era una strada perdente, era l’attesa inutile di un ecomostro. Oggi finalmente si è capito che serve un progetto legato al territorio e non alla Tibre. E questo è un passo fondamentale. Si è perso tanto, troppo tempo, ma ora guardiamo al futuro, sperando davvero di essere al dunque: la tangenziale per noi casalaschi non è un capriccio ma uno strumento di sopravvivenza: rispetto alla pericolosità degli incidenti, ma anche dell’inquinamento ambientale e acustico”.
Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)