Cultura

San Rocco, il grazie di Barucca al
Romani e gli affreschi riscoperti

L’ormai ex Soprintendente ai Beni Culturali di Mantova Cremona e Lodi Gabriele Barucca, una delle anime del recupero della chiesetta di San Rocco, in visita al Polo Romani. Una mattina segnata anche dalla partecipazione del sindaco Filippo Bongiovanni e del parroco don Claudio Rubagotti. Un modo per dire grazie ma anche per fare il punto della situazione. Perché tutto era partito da qui, dalla spinta dei ragazzi e dei loro docenti con Marco Orlandi in testa.

“Un precedente incontro che feci nella scuola quando ero sovrintendente nel 2018 mi ha di fatto persuaso a chiedere al Ministero dei fondi – ha ricordato Barucca –. Sono stati fortunatamente concessi e da lì è iniziato un percorso di collaborazione, di sinergia tra vari enti, quindi la Sovrintendenza, l’istituto Romani, ragazzi che hanno comunque mantenuto sempre desta l’attenzione su questa chiesa.

Poi la Fondazione Comunitaria e infine un grande finanziamento chiesto dalla Curia legato al PNRR. Quindi un lavoro certosino che ha visto protagonista soprattutto l’architetto Gabriele Pezzini e ha portato a un recupero di un ciclo di affreschi molto importante, ma soprattutto della struttura, questi famosi angeli che stanno nell’arco presbiteriale. Molto bello è anche il recupero dell’area di fronte alla chiesa, che era l’ex navata della chiesa, che diventerà un luogo di spettacoli, soprattutto ovviamente nella stagione estiva”.

Quanto ha pesato il lavoro dei ragazzi, passato di anno scolastico in anno scolastico, tra varie generazioni? “La conservazione del patrimonio parte dalle giovani generazioni, cioè dalla trasmissione proprio dell’amore, della passione, della conoscenza dei territori che abitano e del patrimonio che saranno chiamati a gestire. Non c’è conservazione legata solo agli Uffici di tutela, alla Regione, ai comuni, è la collettività a segnalare e operare. E il fatto che i ragazzi abbiano sollecitato i grandi mi fa enormemente piacere, per quel che mi riguarda rappresenta anzi proprio il successo della mia missione”.

Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)

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