Cronaca

Emergenza abitativa Oglio Po: 144
alloggi da assegnare su 208 domande

Il triennio 2026-2028 si apre con dati interessanti per l’emergenza abitativa nell’Ambito Territoriale Oglio Po. Secondo il piano dell’Ambito, nel Casalasco saranno disponibili 90 alloggi e nel Viadanese 54, a fronte di 208 richieste già presentate dai nuclei familiari. Un quadro che evidenzia (anzi conferma, considerando anche il trend passato) un certo squilibrio tra domanda e offerta, accentuato dalla condizione di vulnerabilità economica di molte famiglie.

A Viadana, il 40% dei richiedenti ha un ISEE inferiore ai 3.000 euro, mentre a Casalmaggiore la quota è del 20%. Complessivamente, l’offerta abitativa del triennio (2024-2026) consta 672 unità nel Casalasco e 527 nel Viadanese, ma la maggior parte non è ancora agibile a causa della necessità di interventi manutentivi. Solo 144 alloggi risultano subito disponibili, su un patrimonio complessivo di 1.199 unità, di cui 1.161 destinate a SAP (Servizio Abitativo Pubblico), 25 a SAS e 13 a SAT.

Va detto che di queste 1.199 unità molto sono già state assegnate in passato, dunque l’offerta di 144 alloggi è relativa al triennio appena iniziato. Nel dettaglio gli alloggi sfitti per carenze manutentive nei territori sono 245, mentre sono 800 quelli da tempo abitati, 23 in fase di assegnazione e 144, appunto, da assegnare nel triennio. La proprietà degli alloggi SAP è in parte comunale: il 33,8% nel Casalasco e il 55,36% nel Viadanese.

Il profilo dei nuclei familiari in difficoltà evidenzia una significativa componente di fragilità sociale: il 39,6% ha almeno un componente non UE, il 42,7% ha almeno un ultrasessantacinquenne, mentre il 37,1% ha almeno un minore. La domanda di alloggi pubblici resta stabile intorno alle 200 unità, con i nuclei indigenti che costituiscono una quota significativa e pressoché invariata.

Negli ultimi anni, le difficoltà abitative hanno acquisito un carattere sempre più complesso: non si tratta solo di reddito basso, ma di una fragilità che coinvolge anche relazioni familiari, sociali ed educative. Il mercato privato degli affitti contribuisce a questa emergenza: gli sfratti aumentano non solo per morosità, ma anche perché molti proprietari vendono gli immobili invece di rinnovare i contratti. A questo si aggiungono famiglie numerose, donne sole con figli minori, persone con problemi di salute fisica o psichica, disabilità o dipendenze, che si rivolgono ai servizi sociali spesso senza trovare soluzioni immediate.

I bandi attuali, inoltre, presentano criteri di accesso restrittivi, riducendo le possibilità di intervento tempestivo. Anche famiglie con redditi stabili faticano a sostenere spese crescenti per utenze e servizi, e spesso necessitano di contributi sociali non solo per il canone di locazione, ma per il sostentamento dell’intero nucleo familiare.

Il piano dell’Ambito individua quattro aree di assegnazione: Protezione (canone minimo, fino al 36% del valore locativo), Accesso (43-61%), Permanenza (66-150%) e Decadenza (66-150% più maggiorazione, spesso per inadempienze documentali).

Dal punto di vista demografico, la popolazione nell’Ambito è in calo, con un saldo negativo complessivo di 1.153 residenti, ad eccezione di quattro Comuni dove si registra stabilità o lieve aumento. Il mercato immobiliare mostra segnali misti: se alcune province limitrofe registrano cali significativi, Cremona e Mantova mostrano incrementi delle compravendite, rispettivamente +4,6% e +1,2%, con la macroarea Casalasco in crescita del 22,8%.

La complessità della gestione abitativa è aggravata dalla frammentazione amministrativa: l’Ambito comprende 27 Comuni e 2 ALER, molti dei quali piccoli e con personale limitato, ostacolando raccolta e analisi dei dati fondamentali per la programmazione. Nonostante il supporto del Comune capofila, Casalmaggiore, alcuni enti hanno fornito dati incompleti o in ritardo, limitando l’efficacia del piano.

In sintesi, l’emergenza abitativa nell’Oglio Po resta una sfida aperta: pochi alloggi disponibili, fragilità sociale crescente, criteri di accesso restrittivi e complessità amministrativa rendono difficile rispondere in modo tempestivo alle necessità dei nuclei familiari più vulnerabili. La domanda rimane costante, mentre l’offerta continua a faticare a coprire i bisogni reali, facendo emergere l’urgenza di interventi mirati e coordinati per garantire un accesso equo e sostenibile alla casa.

G.G. 

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