Politica

Ponte provvisorio di Calvatone:
interrogazione di Carra in Regione

“Ad oggi non c’è traccia delle linee guida ministeriali per la progettazione del ponte provvisorio modello Bailey tra Acquanegra sul Chiese e Calvatone”: il consigliere regionale dem Marco Carra pone nuovamente la questione presentando un’interrogazione alla Giunta regionale e all’assessorato competente per chiedere di attivarsi presso il Ministero.

“Da cronoprogramma – spiega il rappresentante democratico a Palazzo Lombardia – le linee guida dovevano essere rese note entro dicembre 2025, per partire con il cantiere a gennaio 2026″. A chiedere delucidazioni è anche il comitato “Ridateci il ponte”.

“Sono trascorsi oltre due anni dalla chiusura del ponte, con tutti i disagi che questo ha comportato per i cittadini, le attività commerciali e le imprese. È pertanto fondamentale procedere con la posa del ponte provvisorio – commenta Carra –, ma le linee guida non sono ancora state emanate. Chiedo dunque alla Regione Lombardia di attivarsi presso il Ministero per sollecitare la documentazione necessaria e poter realizzare una struttura tanto attesa da questo territorio. Siamo già in ritardo di un paio di mesi per la posa del ponte provvisorio, non si può più aspettare. Il cantiere doveva essere allestito a inizio gennaio 2026, per essere terminato a Ferragosto di quest’anno, ma senza le linee guida non si può procedere.

Continueremo questa battaglia a fianco dei cittadini e delle imprese. Per queste ultime, con l’approvazione del nostro ordine del giorno all’assestamento di bilancio, avevamo ottenuto l’impegno a riconoscere ristori alle attività commerciali. Insisteremo con la Giunta regionale affinché rispetti l’impegno assunto, perché serve fare presto su tutti i fronti: prevedere i ristori per le imprese danneggiate e procedere con i lavori di realizzazione del ponte, poiché non è possibile lasciare sole queste comunità. Ancora una volta – conclude Carra – constatiamo che il centrodestra, a livello regionale e nazionale, è praticamente fermo e, dal punto di vista delle infrastrutture, sta pensando solo al ponte sullo Stretto di Messina, mentre ci sono tanti altri ponti da sistemare e situazioni problematiche da risolvere nella nostra regione e nella provincia di Mantova”.

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