Piadena, lotta al cyberbullismo:
l'esperienza di Fondazione Carolina
La prima legge italiana sul cyberbullismo è nata grazie alla storia di Carolina Picchio e alla determinazione della sua famiglia nel trasformare un dolore privato in un impegno pubblico. A parlare è Paolo Picchio, papà di Carolina, presidente onorario di Fondazione Carolina, tra i relatori dei partecipati incontri che si sono svolti nei giorni scorsi a Piadena Drizzona e che hanno acceso i riflettori su un tema sempre più centrale per famiglie, scuole e comunità educanti.
Carolina Picchio era una ragazza di 14 anni che nel 2013 si tolse la vita dopo essere stata vittima di cyberbullismo: è la prima minorenne in Italia riconosciuta ufficialmente come vittima di questo fenomeno. Dalla sua storia è nata Fondazione Carolina, realtà senza scopo di lucro impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza online, in particolare a tutela di bambini, adolescenti e famiglie. La fondazione opera nelle scuole, nei contesti educativi, aggregativi e sportivi, affiancando attività di formazione, ricerca e supporto psicologico.
Le iniziative di Piadena Drizzona, molto partecipate, hanno rappresentato un importante momento di sensibilizzazione. Il titolo scelto per l’incontro pubblico serale – “Un abbraccio vale più di 1000 like” – ha riassunto efficacemente il messaggio lanciato ai presenti: la necessità di riscoprire relazioni autentiche e responsabilità nell’uso dei social e degli smartphone. L’appuntamento, svoltosi presso il Teatro Parrocchiale, ha visto come relatori Paolo Picchio e Paolo Bossi, psicologo e formatore di Fondazione Carolina, ed era rivolto a docenti, genitori e a tutti coloro interessati a comprendere e prevenire il cyberbullismo.
Accanto all’incontro serale, sempre su impulso del Rotary Club Piadena Oglio Chiese, del Rotaract Piadena Casalmaggiore Asola e dell’Istituto Comprensivo “G. M. Sacchi”, si è tenuto anche un momento di approfondimento dedicato agli studenti. Nell’Aula Magna dell’IC Sacchi, le classi terze sono state coinvolte in un confronto diretto, pensato per parlare ai ragazzi con il loro linguaggio e renderli consapevoli delle conseguenze delle azioni online.
“Il Rotary Piadena Oglio Chiese ha organizzato una serata sul bullismo e sul cyberbullismo invitando il dottor Paolo Picchio, papà di Carolina – ha spiegato Giorgio Moriero, presidente del Rotary – la prima vittima riconosciuta legata al fenomeno. Abbiamo pensato di coinvolgere l’Istituto Comprensivo “Sacchi” di Piadena perché è fondamentale fare informazione e prevenzione. Abbiamo parlato agli alunni, sperando che l’iniziativa serva anche ai genitori, che sono i primi educatori dei figli”. Moriero ha poi ringraziato l’amministrazione comunale, la parrocchia per l’ospitalità e il sostegno e l’Istituto Comprensivo.
Paolo Picchio ha ribadito il senso profondo del suo impegno: “Raccontare la storia di Carolina, prima vittima acclarata del cyberbullismo ha portato al primo processo in Italia e alla prima legge, in Italia e in Europa, di prevenzione ed educazione sul fenomeno”. Da qui la nascita della fondazione, con uno scopo chiaro: “Andare nelle scuole, nei centri sportivi, negli oratori, a parlare ai ragazzi per spiegare loro la responsabilità che comporta avere determinati strumenti e tecnologie a disposizione”.
Nel proprio intervento Picchio ha restituito la portata complessiva di un fenomeno trasversale, sottolineando come il problema non sia solo educativo ma anche di salute: “Oggi circa il 35% dei ragazzi soffre di depressione. Come fondazione facciamo educazione, ricerca e offriamo strumenti a genitori e insegnanti. Abbiamo protocolli con il Ministero e collaboriamo con Asl e Forze dell’Ordine per intervenire in modo completo nei casi di bullismo”.
Entrambe le iniziative, realizzate con il patrocinio del Comune di Piadena Drizzona, hanno confermato quanto sia necessario continuare a investire in informazione, ascolto e prevenzione per contrastare un fenomeno che riguarda da vicino la quotidianità dei più giovani e delle loro famiglie.
L.C.