Cronaca

Medicina Oglio Po: le osservazioni
di Manfredi e Piccinelli

Adamo Manfredi e Annamaria Piccinelli di Movimento Vivace e Sostenibile

“Nel prossimo Consiglio chiederemo che la Conferenza dei Sindaci e l’Area omogenea casalasca, chiedano un maggior periodo di addestramento sanitario e linguistico; la presenza continua in reparto, anche se in numero esiguo, di personale interno all’Asst e l’impegno a non modificare l’equipe infermieristica e di supporto per tutta la durata dell’appalto, ossia due anni”. Ad affermarlo, in rappresentanza di ‘Movimento Vivace  e Sostenibile‘, Adamo Manfredi e il consigliere comunale della formazione di minoranza Annamaria Piccinelli.

“Il personale infermieristico e di supporto del reparto di Medicina di Oglio-Po sarà interamente fornito da una cooperativa esterna. Dall’1 dicembre 2025, la ditta ha inserito alcuni infermieri e ne dovrà inserire altri, fino ad arrivare a coprire l’intero fabbisogno.

Ci sono arrivate alcune segnalazioni secondo cui questo passaggio di consegne presenterebbe non poche difficoltà. Lo abbiamo già detto nel Consiglio comunale scorso, ma lo ripeteremo nel prossimo: sono situazioni delicate che hanno bisogno di tutto un sistema di sicurezza e controllo, che al momento, a noi non pare sufficientemente adeguato. Se è dal 2022 che si prova in tutti i modi a trovare infermieri con concorsi vari e tutti i tipi di contratto, viene da chiedersi come facciano le cooperative a fornire personale a piacere, come fossero un supermercato. Non danno stipendi maggiori, anzi, e chiedono gli stessi turni. Un’altra possibilità è che le cooperative abbiano un sistema di reclutamento, diciamo, più inclusivo, a maglie più larghe, ufficialmente sicuramente regolare, ma che probabilmente non supererebbe un normale concorso pubblico, sia in competenze sanitarie che linguistiche.

Ma stante la necessità impellente di personale, a nostro avviso il problema è che a fronte di queste nuove modalità di reclutamento, vengano attivati periodi esigui di addestramento e, successivamente, nessun controllo diretto da parte dell’Asst. Difficile rintracciare qualcosa di pubblicato, ma abbiamo letto il Capitolato d’appalto e il Decreto di affidamento. Alcuni passaggi sono significativi. Dopo un affiancamento di ciascun operatore che va dai 4 agli 8 giorni, alla cooperativa viene lasciato in mano l’intero reparto. Anche il responsabile è fornito dalla ditta e non è un caposala, bensì un coordinatore.

Questo significa che nel reparto, dopo la fase di inserimento, non c’è alcun controllo diretto e presente da parte dell’Asst. E’ il coordinatore della cooperativa che deve controllare il lavoro della cooperativa stessa e riferire a una figura amministrativa dell’Asst, dunque non presente in reparto, bensì in ufficio. Inoltre da nessuna parte si trova scritto l’impegno della cooperativa a impiegare sempre il medesimo personale anzi, c’è un passaggio poco rassicurante del Capitolato d’appalto in cui si dice che ogni mese la cooperativa deve fornire l’elenco del personale che verrà impiegato nel mese successivo e i turni. Dunque nulla pare vietare alla cooperativa di far ruotare il personale, magari per rispondere ad altri appalti. Anche questo andrebbe a totale discapito delle competenze e quindi della sicurezza. A nostro avviso c’è una generale sottovalutazione nella gestione di questa nuova fase di reclutamento che, invece, è tanto necessaria, quanto estremamente delicata”.

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