Sarà Beata suor Angela Isacchi: fondò le Orsoline ad Asola
Sarà presto beata la venerabile Serva di Dio suor Angela Caterina Isacchi, fondatrice della Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, che fu amica dello storico vescovo di Cremona monsignor Geremia Bonomelli (che guidò la diocesi cremonese dal 1871 al 1914).
Il papa Leone XIV ha autorizzato, mercoledì 22 gennaio, durante l’udienza al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, la promulgazione dei decreti che riguardano il martirio di Augusto Rafael Ramírez Monasterio, sacerdote dell’Ordine dei frati minori, e il riconoscimento di un miracolo attribuito proprio all’intercessione di Angela Caterina Isacchi, fondatrice della Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, che dunque saranno beati.
Il pontefice ha anche riconosciuto le virtù eroiche di Nerino Cobianchi, laico, e delle religiose Crocifissa Militerni, suora della Congregazione di San Giovanni Battista, Maria Giselda Villela, fondatrice del Carmelo della Sacra Famiglia di Pouso Alegre, e Maria Tecla Antonia Relucenti, cofondatrice della Congregazione delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, da oggi venerabili. Al secolo Angela Caterina e chiamata Ancilla, la Venerabile Serva di Dio Maria Ignazia Isacchi, nacque l’8 maggio 1857 a Stezzano, in provincia di Bergamo e scelse la vita religiosa poco più che ventenne.
Nel 1879, entrò nell’Istituto delle Orsoline di Somasca, conseguendo anche il diploma di maestra elementare. Nel 1883 venne inviata nel nuovo collegio fondato dalla Congregazione a Ponte San Pietro, dove svolse il servizio di insegnante. Nel 1885, venne nominata Superiora e Direttrice del Collegio. Per le sue qualità umane e spirituali, nel 1889 il Vescovo di Bergamo, il cremonese monsignor Gaetano Camillo Guindani, la nominò Vicaria Generale dell’Istituto e Maestra delle Novizie.
Nel 1892, nella Congregazione si presentarono due orientamenti: da un lato vi erano alcune suore che non desideravano avviare altre fondazioni se non quelle di Somasca e di Ponte San Pietro; dall’altro altre consorelle, tra cui anche ella, auspicavano l’apertura di nuove case. In questo contesto la Contessa Bianca Liberati Stanga presentò all’Istituto il desiderio che nel paese di Gazzuolo (Mantova), in una sua struttura, si aprisse una scuola, a condizione però che le suore si staccassero dall’Istituto e avviassero una nuova fondazione.
Il vescovo di Cremona, monsignor Geremia Bonomelli (che guidò la diocesi di Cremona dal 1871 al 1914), s’accordò con il vescovo di Bergamo, il quale accettò le condizioni della Contessa e chiese all’Istituto delle Suore Orsoline di Somasca di mettere a disposizione delle religiose questa nuova fondazione. Sette suore, tra cui la Venerabile Serva di Dio, si resero disponibili ad avviare questo nuovo progetto.
Le suore arrivarono il 5 settembre 1893 alla destinazione e, dopo tre mesi, il vescovo di Cremona, firmò il decreto di approvazione della nuova Congregazione con il nome di “Istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù”.Nel 1894, si tenne il Primo Capitolo Generale ed ella venne eletta Superiora Generale e Maestra delle Novizie. Gli anni seguenti iniziarono una serie di nuove fondazioni, sempre dedicate all’educazione della gioventù. Nel frattempo, la Contessa Bianca Liberati Stanga non gradì l’ampliamento delle attività di apostolato delle suore e voleva essere coinvolta nelle decisioni della Congregazione, pretesa che la Serva di Dio non accettò.
Per tale motivo, nel 1903, la Contessa intimò alle suore di lasciare la sua proprietà. Nel 1917 la Serva di Dio trasferì la Casa Madre ad Asola (Mantova) e ricevette il decreto di approvazione del vescovo di Mantova. Nel 1924, per motivi di salute, rinunciò al servizio di Superiora Generale. Le venne dato il titolo di Superiora Generale a vita ad honorem. Morì il 19 agosto 1934 a Seriate (Italia). Ella manifestò l’esercizio eroico della virtù della fede attraverso un’intensa vita di preghiera. Anche se impegnata nelle attività educative o di governo dell’Istituto, riservava all’orazione la priorità assoluta.
La devozione al Sacro Cuore di Gesù ha rappresentato uno dei capisaldi del suo vissuto interiore. L’esercizio eroico della virtù della speranza in lei si concretizzò nel guardare con fiducia anche le situazioni più difficili. Nei momenti di fatica e di prova, perseverò con grande convinzione, confidando nell’aiuto del Signore. Rivolse la sua carità anzitutto a Dio, alla cui gloria volle dedicare ogni momento della propria esistenza e, conseguentemente, verso ogni tipo di povertà. Il campo educativo fu quello in cui mostrò il suo aiuto verso i bisognosi, prodigandosi per le famiglie più disagiate.
La fama di santità è viva all’interno della Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore e nei luoghi in cui si trovano le Case dell’Istituto, unita ad una certa fama signorum. E’ stata dichiarata venerabile nel 2022 e presto sarà proclamata appunto beata. Per quanto riguarda il miracolo che le è attribuito, Nel maggio del 1950, una suor Maria Assunta, ventitreenne religiosa della congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, fondata dalla Venerabile Isacchi, cominciò ad avvertire forti dolori addominali accompagnati da frequenti diarree. Gli venne diagnosticata una “enterocolite di probabile natura tubercolare”, confermata da esami radiografici che evidenziavano “presenza di fatti tubercolari intestinali diffusi ed attivi”.
Poiché il primo trattamento, consistente in una dieta specifica, non ha dato il risultato sperato, nel mese di giugno si è deciso di inviare la suora in una stazione climatica nel paese della Riviera d’Adda. Tuttavia, le condizioni peggiorarono progressivamente, fino a quando il 6 agosto 1950 fu ricoverata all’Ospedale Bolgnini di Seriate, dove le fu diagnosticata la tubercolosi polisierosite, con sintomi quali versamento ascitico nei quadranti inferiori, meteorismo intenso, grave dispnea da versamento pleurico bilaterale e temperatura tra i 38 e i 39 gradi.
Anche in questo caso, la terapia prescritta, nonostante un iniziale apparente miglioramento, si rivelò inefficace, e il 19 settembre la paziente subì nuovamente un episodio di estrema gravità con febbre alta fino a 41,5º, un intenso mal di testa che peggiorava con la presenza di luce, e perdita di tono muscolare. Il 27 settembre è stata eseguita una puntura lombare che ha confermato la diagnosi, con la conseguente gravità quad vitam; suor Maria Assunta non mangiava cibo, né poteva camminare.
Data la gravità della situazione, ha persino ricevuto il Viatico. In questo stato critico, e dal 19 settembre, suor Maria Aldina, religiosa della stessa congregazione della sanata, si propose di invocare la Fondatrice chiedendo la grazia della guarigione attraverso una novena, che veniva pregata in quei nove giorni puntualmente alle 21. La mattina della puntura lombare, cioè l’ultimo giorno della novena, il 27 settembre, sulla camicia della paziente è stata cucita una piccola medaglia con l’immagine della nostra Venerabile Serva di Dio. E quello stesso pomeriggio, poco dopo le 22, alla presenza di un’altra sorella, suor Maria Aldina, l’ammalata iniziò a conversare con quelle che sembravano essere la Vergine del Rosario e Madre Isacchi.
Poco tempo la stessa suor Maria Assunta mostrò un miglioramento assai evidente, riuscendo a sedersi e mangiare in piccole quantità, anche cibi solidi. Il giorno dopo, 28 settembre, fu in grado di camminare con le proprie gambe fino alla cappella dell’ospedale. Un esame radiologico dello stesso giorno evidenzia “campi polmonari e regioni apicali normotrasparenti e con residui fibrotici in sede apicale sinistra; a livello clinico, nessun sintomo e nell’arco di qualche giorno anche la circonferenza addominale è ritornata ai livelli pre-morbosi”, e il 29 nella visita medica è stato riscontrato che ella era rimasta “completamente guarita”.
Fu dimessa dall’ospedale pochi giorni dopo, il 4 ottobre 1950, senza alcuna sequela o sintomo della malattia per la quale era stata ricoverata. 45 anni dopo, nel 1995, e nel contesto dell’indagine su questo processo super miro, la sanata è stata visitata dagli dovuti periti ab inspectione, che separatamente e indipendentemente hanno confermato l’assenza di sintomi della polisierosite tubercolare. Suor Maria Assunta visse fino a 92 anni; morì il 7 settembre 2018 per cause del tutto estranee alla malattia del 1950.
Eremita del Po, Paolo Panni