Internati Militari Italiani e viadanesi: inaugurata la mostra al MuVi
La mostra “Non più reticolati nel mondo”, dedicata agli Internati Militari Italiani e viadanesi, ha inaugurato sabato 24 gennaio al MuVi.
Grande riscontro per l’inaugurazione, svoltasi sabato 24 gennaio, della mostra “Non più reticolati nel mondo. Storie di internati militari italiani e viadanesi”, percorso espositivo promosso dal Comune, dal MuVi e dall’ANPI Viadanese “Lucia Sarzi”, con il patrocinio della Provincia di Mantova, aperto alle visite fino al 1° marzo.
“È stata una bella sorpresa – afferma il direttore del MuVi, Daniela Sogliani – vedere molte famiglie viadanesi portare i ricordi (fotografie, documenti e medaglie) dei propri padri e nonni, custoditi gelosamente negli anni. Mentre stavamo allestendo le vetrine – continua Sogliani – qualcuno mi ha raccontato storie dolorose, ma anche di grande solidarietà tra uomini che vivevano insieme una grande tragedia.
Ora il compito di queste famiglie è trasmettere la memoria della storia ai nipoti, per conservarla nel tempo. La mostra è aperta negli orari della Biblioteca Civica durante la settimana e il sabato e la domenica, dalle 16 alle 19, fino al 1° marzo. Le scuole saranno accompagnate da ANPI Viadana, a cui vanno i miei ringraziamenti per questo progetto”.
Come detto, l’esposizione, aperta da un intervento pronunciato in occasione dell’inaugurazione dal sindaco Nicola Cavatorta, è dedicata alla vicenda degli Internati Militari Italiani (I.M.I.) dopo l’8 settembre 1943, quando l’implosione delle strutture di comando e l’assenza di direttive lasciarono allo sbando centinaia di migliaia di militari italiani. Oltre 600.000 soldati vennero catturati dalle truppe tedesche, deportati in Germania e rinchiusi nei campi di internamento; circa 40.000 non fecero ritorno, a cui si sommano le numerose vittime durante le operazioni di cattura e i trasferimenti.
Agli internati venne inoltre negato lo status di prigionieri di guerra e furono esclusi dalle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra. Dal 22 agosto 1944 la condizione per loro peggiorò ulteriormente: gli I.M.I. furono trasformati in “lavoratori civili” e sottoposti a lavoro coatto nell’industria, nelle miniere e nei cantieri. Alle condizioni di lavoro durissime, con turni estenuanti, si sommava il problema di razioni alimentari insufficienti.
Il percorso espositivo propone il parallelo tra il racconto storico generale e le vicende degli internati viadanesi, grazie a fotografie, medaglie e documenti concessi da numerose famiglie della città. Sono inoltre presentate le immagini tratte dal volume Venti mesi fra i reticolati (1946) di Marcello Tomadini, con sessanta disegni realizzati durante il periodo di prigionia nel lager di Sandbostel. Il tema sarà presentato nelle settimane successive alle classi degli Istituti che ne faranno richiesta dai rappresentanti di ANPI. Alla partecipata inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Cavatorta, l’assessore alla Cultura Rossella Bacchi e i rappresentanti di ANPI Carlo Benfatti, Stefano Prandini, Paola Longari, Fabrizio Gozzi e Gabriele Oselini.
L.C.