Politica

Casalmaggiore, il Piano Colore adottato dopo l'analisi di osservazioni e controdeduzioni

Il Consiglio comunale ha discusso osservazioni e controdeduzioni sul Piano Colore, strumento per armonizzare le facciate di Casalmaggiore e frazioni. Il vicesindaco Leoni ne ha ribadito il valore di supporto a cittadini e professionisti.

Il municipio di Casalmaggiore
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Nella seduta consiliare di giovedì 29 gennaio il consesso cittadino si è soffermato su osservazioni e controdeduzioni al Piano Colore, schema pensato per armonizzare l’estetica delle facciate degli edifici di Casalmaggiore e delle frazioni.

Prima di entrare nel dettaglio della trattazione tecnica delle varie casistiche, approfondite e illustrate nello specifico dal geometra dell’Ente Attilio Biazzi, è intervenuto il vicesindaco Vanni Leoni, ribadendo le finalità dello schema generale approvato in sede di Consiglio comunale. “Con la proposta di approvazione del Piano Colore si chiude una procedura edilizia e si dota Casalmaggiore di uno strumento importante. Lo vediamo, ovviamente, come uno strumento di accompagnamento e di indicazione, quindi non di vessazione”.

In questo senso, lo stesso Leoni aveva già chiarito il punto nel recente passato: “Chiunque decida di pitturare la propria facciata deve venire in Comune e può scegliere tra una tavolozza di colori consentiti. Non c’è un obbligo, perché vengono valutate – caso per caso e da un’apposita commissione – anche altre cromie, che però devono essere in armonia. La commissione può dunque decidere se concedere o meno una deroga”. Sugli scopi alla base del Piano Colore, adottato dopo l’analisi di sei osservazioni approvate con voto unanime nella seduta di giovedì sera, Leoni ha aggiunto: “Ha una finalità positiva, quella di essere a fianco dei cittadini e dei professionisti nella scelta, per creare un ordine di bellezza nella città di Casalmaggiore e nelle sue frazioni”.

Il vicesindaco ha poi proseguito: “Ringrazio la commissione urbanistica, lo studio dell’architetto Gazzoli, il mio ufficio tecnico, il geometra Biazzi che ha collaborato alla realizzazione e al completamento di questo strumento, l’ufficio tecnico e l’architetto Torresani. È stato fatto un ottimo lavoro e ci piace immaginare che il Piano Colore sia uno strumento efficace e di aiuto per la città”.

Nello studio, oltre agli edifici in fascia rossa, vincolati alle scelte della Soprintendenza ai Beni culturali, sono previste, a scalare, altre quattro fasce. Uno schema generale sul quale si è espresso favorevolmente, come detto, l’intero consesso locale, approvandone finalità e scopi.

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