Ambiente

Gussola, sversamenti di digestato: si teme grave danno ambientale

Le autorità competenti stanno ora valutando l’entità del danno e le eventuali responsabilità, mentre non si esclude l’avvio di ulteriori controlli e monitoraggi ambientali nelle prossime ore per verificare le conseguenze dello sversamento

Nella foto trattori al lavoro nella zona dello sversamento (foto e video Alessandro Osti)
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Uno sversamento di digestato, sostanza di scarto derivante dal funzionamento degli impianti a biogas, è stato segnalato nei canali di competenza del Navarolo, con origine individuata in via Tredici Martiri, a Gussola, dove ha sede un impianto di produzione di biogas. L’episodio ha fatto scattare l’intervento della Polizia Locale, dei Carabinieri, degli operai del Navarolo e dei tecnici di Arpa, chiamati a verificare l’entità dell’accaduto e le possibili responsabilità.

Secondo le prime ricostruzioni, lo sversamento sarebbe avvenuto durante le ore notturne. Questo avrebbe consentito alla sostanza di disperdersi ampiamente prima dell’arrivo dei soccorsi, anche a causa delle piogge che hanno favorito il trascinamento del materiale lungo i fossati e nei canali di bonifica. Dalle prime segnalazioni, il digestato avrebbe percorso un lungo tratto della rete idrica minore, arrivando dai fossati ai canali e, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, anche fino all’Oasi di Martignana, area di particolare valore naturalistico.

La preoccupazione principale riguarda il possibile danno ambientale. Il digestato, pur essendo utilizzato in agricoltura come fertilizzante, se riversato in modo incontrollato nei corsi d’acqua può provocare gravi alterazioni dell’ecosistema, con effetti negativi sulla qualità delle acque e sulla fauna ittica.

Nel frattempo, in attesa degli esiti delle verifiche tecniche e degli accertamenti sulle cause dell’accaduto, sono state avviate operazioni di contenimento. Alcuni mezzi agricoli sono stati chiamati a intervenire per aspirare il materiale stagnante, descritto come una sostanza oleosa, ben visibile ad occhio nudo nei fossati adiacenti all’impianto a biogas. Un intervento tampone che, sebbene non risolutivo, mira almeno a limitare l’ulteriore propagazione dell’inquinante.

Le autorità competenti stanno ora valutando l’entità del danno e le eventuali responsabilità, mentre non si esclude l’avvio di ulteriori controlli e monitoraggi ambientali nelle prossime ore per verificare le conseguenze dello sversamento lungo il reticolo idrico e nell’area dell’Oasi di Martignana.

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