Cisl Asse del Po celebra le donne ricordando il 1946 con testimonianza di una centenaria
Nel corso della mattinata la storica Luisa Cigognetti ha ripercorso il contesto di quegli anni e il significato dell’introduzione del suffragio universale
A ottant’anni dal primo voto alle donne in Italia, la FNP CISL Asse del Po ha organizzato questa mattina, all’agriturismo Corte Palazzo di Marcaria, l’incontro dal titolo “Stringiamo le schede come fossero biglietti d’amore”, promosso insieme al proprio Coordinamento donne e politiche di genere. L’iniziativa, a pochi giorni dall’8 marzo, ha voluto ricordare una delle tappe fondamentali della storia democratica del Paese, mettendo al centro la partecipazione femminile al voto nel referendum del 2 e 3 giugno 1946.
Nel corso della mattinata la storica Luisa Cigognetti ha ripercorso il contesto di quegli anni e il significato dell’introduzione del suffragio universale, soffermandosi in particolare sui territori di Mantova e Cremona, che allora costituivano un unico collegio elettorale. «Il 2 e il 3 giugno del 1946, per la prima volta in Italia si ha il suffragio universale, cioè possono finalmente votare tutti, anche le donne», ha spiegato Cigognetti. «In questi territori l’affluenza alle urne fu altissima. All’inizio si pensava che le donne non fossero pronte per votare, ma in realtà sia qui sia a livello nazionale la partecipazione femminile superò quella degli uomini, sfiorando il 90%, una cifra che oggi sarebbe impensabile».
Il momento più emozionante dell’incontro è stato il collegamento in videoconferenza con la casa di riposo di Viadana, dove vive Lucia Tenca, signora di 101 anni che nel 1946 partecipò personalmente a quella storica consultazione, votando per la Repubblica. Con grande lucidità la donna ha ricordato le sensazioni di quel giorno. «Ero contenta perché ero di fronte a un nuovo evento che poi mi avrebbe accompagnato per tutta la vita», ha raccontato. «Sono andata a votare vestita con gli abiti della festa insieme ad alcune signorine con cui avevo parlato nelle riunioni. Ci avevano spiegato il motivo della votazione e anche le modalità del voto. Ci avevano istruito e illustrato tutto quello che dovevamo fare».
Il racconto della centenaria ha offerto anche uno spaccato significativo della partecipazione civica di quei giorni: a Viadana l’affluenza alle urne raggiunse il 93 per cento e la Repubblica ottenne il 61 per cento dei consensi, mentre a Suzzara si registrò la percentuale più alta d’Italia a favore della Repubblica, con l’84 per cento dei voti. Lucia Tenca, che nella vita ha lavorato come ragioniera per molti anni a Parma, rappresenta una testimonianza preziosa di quella stagione di profondo cambiamento politico e sociale del nostro paese.
«Abbiamo organizzato questo incontro proprio per raccontare quello che è successo ottant’anni fa», ha spiegato Giusy Amadasi, coordinatrice del coordinamento donne e politiche di genere della FNP CISL Asse del Po. «Tra i tanti temi possibili abbiamo scelto quello del voto e della democrazia. In questi tempi di guerra, paura e distruzione ricordare il trionfo della democrazia e della partecipazione civica è un potente antidoto alla deriva violenta che il mondo sta imboccando. È stata una bellissima giornata e l’incontro con Lucia, una donna che ha vissuto direttamente quell’epoca e che si preparò con grande consapevolezza ad andare a votare, è stato davvero molto emozionante».
Soddisfazione è stata espressa anche dalla segretaria generale della FNP CISL Asse del Po, Cesira Chittolini, che ha sottolineato il valore simbolico della testimonianza raccolta durante l’incontro. «Grazie al progetto che stiamo portando avanti con la FNP nazionale abbiamo avuto la possibilità di collegarci con una ultracentenaria che ha raccontato la giornata in cui votò per la prima volta», ha detto. «È una donna lucidissima, ha risposto con grande chiarezza a tutte le domande. Tra l’altro era una donna fortunata per il suo tempo, perché aveva potuto fare la ragioniera e lavorare anche in due località diverse, diventando già allora una persona autonoma, cosa non così comune per le donne di quell’epoca. È stato davvero molto interessante e anche molto emozionante ascoltarla. Forse era emozionata anche lei, ma lo eravamo ancora di più noi. Avere la possibilità di ascoltare una testimonianza diretta di quel momento storico è stato molto bello, perché ci ricorda che grazie anche al voto di quella generazione oggi possiamo vivere in democrazia».
L’incontro – che si è chiuso con gli interventi di Patrizia Rancati, segretaria Cisl Asse del Po e Simona Angioletti, coordinatrice donne e politiche di genere FNP Lombardia – ha rappresentato un momento di memoria e riflessione sul valore della partecipazione democratica e sul lungo percorso che ha portato le donne italiane a conquistare pienamente i propri diritti civili e politici.










